Aggregati patrimoniali

I PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI (in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE
  31.12.2017 31.12.2016  RESTATED ASSOLUTA %
Attività finanziarie disponibili per la vendita 456.549 374.229 82.320 22,0%
Crediti verso clientela 6.435.806 5.928.212 507.594 8,6%
Crediti verso banche 1.777.876 1.393.358 384.518 27,6%
Attività materiali e immateriali 152.364 125.329 27.035 21,6%
Attività fiscali 438.623 581.016 (142.393) (24,5)%
Altre voci dell’attivo 308.641 306.770 1.871 0,6%
Totale attivo 9.569.859 8.708.914 860.945 9,9%
Debiti verso clientela 5.293.188 5.045.136 248.052 4,9%
Debiti verso banche 791.977 503.964 288.013 57,1%
Titoli in circolazione 1.639.994 1.488.556 151.438 10,2%
Fondi per rischi e oneri 21.641 24.318 (2.677) (11,0)%
Passività fiscali 40.076 24.925 15.151 60,8%
Altre voci del passivo 414.264 393.463 20.801 5,3%
Patrimonio netto 1.368.719 1.228.552 140.167 11,4%
Totale passivo e del patrimonio netto 9.569.859 8.708.914 860.945 9,9%

Attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS)

Le attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS), che includono titoli di debito e titoli di capitale, si attestano al 31 dicembre 2017 a 456,5 milioni di euro rispetto ai 374,2 milioni a fine 2016 (+22,0%).

La riserva da valutazione, al netto dell’effetto fiscale, al 31 dicembre 2017 è positiva per 2,3 milioni (1,5 milioni al 31 dicembre 2016).

L’ammontare dei titoli di debito detenuti in portafoglio al 31 dicembre 2017 è pari a 428,1 milioni di euro, in aumento del 21,2% rispetto al 31 dicembre 2016 (353,2 milioni), principalmente per effetto degli acquisti effettuati a fine 2017 riferibili a titoli di stato

Si riporta di seguito la suddivisione per scadenza dei titoli di debito in portafoglio.

Emittente 2 anni 3 anni Oltre 5 anni Totale
Titoli governativi 30.138 - 397.694 427.832
% sul totale 7,0% - 92,9% 99,9%
Banche - - - -
% sul totale - - - -
Altri emittenti - 44 201 245
% sul totale - 0,0% 0,1% 0,1%
Totale 30.138 44 397.895 428.077
% sul totale 7,0% 0,0% 93,0% 100,0%

Tra le attività finanziarie disponibili per la vendita sono inclusi anche titoli di capitale riconducibili a partecipazioni di minoranza in società non quotate per 11,7 milioni di euro (-20,4% rispetto al 31 dicembre 2016). La diminuzione è riconducibile all’effetto combinato dell’adeguamento del fair value dei titoli in portafoglio e alla cessione a terzi delle azioni della Cassa di Risparmio di Cesena detenute tramite lo schema volontario del FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi).

Sono inoltre incluse tra le attività finanziarie disponibili per la vendita quote di O.I.C.R per 13,7 milioni di euro contro 3,9 milioni al 31 dicembre 2016; l’aumento è riferito sia all’acquisto di nuove quote di O.I.C.R. sia all’ottenimento di quote a seguito di una operazione di ristrutturazione di una posizione deteriorata nonché all’adeguamento del fair value dell’esercizio.

I crediti verso banche

Il totale dei crediti verso banche al 31 dicembre 2017 è risultato pari a 1.777,9 milioni, rispetto a 1.393,4 milioni al 31 dicembre 2016. Tale eccedenza di liquidità ha in parte l’obiettivo di garantire il margine necessario all’ordinario svolgimento dell’attività bancaria, ed in parte risulta in esubero rispetto alle necessità strutturali ed operative.

I crediti verso clientela

Il totale dei crediti verso la clientela è pari a 6.435,8 milioni di euro, in aumento dell’8,6% rispetto ai 5.928,2 milioni a fine del 2016. Si dettaglia nel seguito la variazione per settore di appartenenza.

Risultano in aumento i crediti dell’Area NPL (+42,2%) principalmente a seguito delle nuove acquisizioni. In crescita anche gli impieghi del settore crediti fiscali (+4,7%) e del settore Governance e Servizi (+135,3%) per l’effetto dell’acquisizione di un portafoglio performing retail. Il Corporate banking e il Leasing, hanno contribuito rispettivamente per 1.059,7 milioni di euro (+17,0%) e 1.388,5 milioni di euro (+12,4%). In lieve diminuzione i Crediti commerciali (-1,7% rispetto al dato di fine 2016).

Il totale dei crediti netti verso imprese, che comprende pertanto i settori Crediti commerciali, Corporate banking, Leasing e Crediti fiscali, ammonta a 6.582,7 milioni di euro in crescita del 4,9% rispetto al dato di dicembre 2016.

La distribuzione delle esposizioni creditizie verso la clientela mostra una quota del 12,4% verso la Pubblica Amministrazione e del 87,6% verso il settore privato (rispettivamente 16,9% e 83,1% al 31 dicembre 2016).

Si segnala che nella voce non sono presenti esposizioni classificabili come “grande rischio” ovvero esposizioni individuali superiori al 10% del patrimonio di vigilanza.

CREDITI VERSO LA CLIENTELA: COMPOSIZIONE SETTORIALE (in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED ASSOLUTA %
Crediti commerciali 3.039.776 3.092.488 (52.712) (1,7)%
- di cui deteriorati netti 219.066 201.012 18.054 9,0%
Corporate banking 1.059.733 905.682 154.051 17,0%
- di cui deteriorati netti 151.284 171.670 (20.386) (11,9)%
Leasing 1.388.501 1.235.638 152.863 12,4%
- di cui deteriorati netti 33.456 37.150 (3.694) (9,9)%
Area NPL 799.436 562.146 237.290 42,2%
- di cui deteriorati netti 798.720 562.130 236.590 42,1%
Crediti Fiscali 130.571 124.697 5.874 4,7%
- di cui deteriorati netti - 199 (199) (100,0)%
Governance e Servizi 17.789 7.561 10.228 135,3%
- di cui Cassa di Compensazione e Garanzia 1.753 4.748 (2.995) (63,1)%
 - di cui deteriorati netti 2.266 -    
Totale crediti verso la clientela 6.435.806 5.928.212 507.594 8,6%
- di cui deteriorati netti 1.204.792 972.161 232.631 23,9%

Il totale delle attività deteriorate nette, si attesta a 1.204,8 milioni al 31 dicembre 2017 contro i 972,2 milioni a fine 2016 (+23,9%). La quota relativa ai crediti del settore Area NPL è pari a 798,7 milioni di euro (pari al 66,3% del totale crediti deteriorati) contro 562,1 milioni di euro al 31 dicembre 2016 (pari al 57,8% del totale crediti deteriorati).

I crediti deteriorati netti vantati verso i soli clienti imprese ammontano pertanto al 31 dicembre 2017 a 403,9 milioni di euro, -1,5% rispetto a fine 2016. Nella tabella che segue vengono esposti i valori lordi, netti e le relative percentuali di copertura per categoria di attività deteriorata.

CREDITI VERSO IMPRESE(in migliaia di euro) SOFFERENZE(1) INADEMPIENZE PROBABILI ESPOSIZIONI SCADUTE TOTALE DETERIORATO BONIS
SITUAZIONE AL 31.12.2017          
Valore nominale attività deteriorate 813.492 378.359 131.250 1.323.101 5.259.641
Incidenza sul totale crediti al valore nominale 12,4% 5,7% 2,0% 20,1% 79,9%
Rettifiche di valore 737.961 165.822 15.453 919.236 44.866
Incidenza sul valore nominale 90,7% 43,8% 11,8% 69,5% 0,9%
Valore di bilancio 75.531 212.537 115.797 403.865 5.214.775
Incidenza sul totale crediti netti 1,3% 3,8% 2,1% 7,2% 92,8%
SITUAZIONE AL 31.12.2016          
Valore nominale attività deteriorate 811.927 383.597 170.586 1.366.110 4.995.755
Incidenza sul totale crediti al valore nominale 12,8% 6,0% 2,7% 21,5% 78,5%
Rettifiche di valore 746.793 176.140 33.146 956.079 47.281
Incidenza sul valore nominale 92,0% 45,9% 19,4% 70,0% 0,9%
Valore di bilancio 65.134 207.457 137.440 410.031 4.948.474
Incidenza sul totale crediti netti 1,2% 3,9% 2,6% 7,7% 92,3%

(1) Le sofferenze vengono rilevate in bilancio sino al totale esaurimento delle procedure di recupero del credito.

Si espongono di seguito le esposizioni oggetto di concessioni (forbearance) per settore.

FORBEARANCE (in migliaia di euro) CREDITICOMMERCIALI CORPORATE BANKING LEASING AREA NPL CREDITIFISCALI GOVERNANCE E SERVIZI TOTALE CONS.
Crediti in sofferenza              
Dati al 31.12.2017 1.687 3.248 3.686 54.801 - 2 63.424
Dati al 31.12.2016 2.439 5.587 730 33.550 - - 42.306
Variazione % (30,8)% (41,9)% 404,9% 63,3% - n.a. 49,9%
Inadempienze probabili              
Dati al 31.12.2017 16.417 66.995 3.676 55.506 - - 142.594
Dati al 31.12.2016 19.312 98.575 6.258 53.368 - - 177.513
Variazione % (15,0)% (32,0)% (41,3)% 4,0% - - (19,7)%
Esposizione scadute              
Dati al 31.12.2017 - 634 566 - - 12 1.212
Dati al 31.12.2016 - 1.457 2.302 - - - 3.759
Variazione % - (56,5)% (75,4)% - - n.a. (67,8)%
Crediti in bonis              
Dati al 31.12.2017 5.122 38.850 11.437 - - 12 55.421
Dati al 31.12.2016 6.955 35.882 - 15 -   42.852
Variazione % (26,4)% 8,3% n.a. (100,0)% -   29,3%
QUALITA' DEL CREDITO(in migliaia di euro) CREDITI COMMERCIALI CORPORATE BANKING LEASING AREA NPL CREDITIFISCALI GOVERNANCE E SERVIZI TOTALE CONS.
Crediti in sofferenza              
Dati al 31.12.2017 31.368 28.908 15.255 528.226 - 218 603.975
Dati al 31.12.2016 31.692 27.260 6.177 320.612 5 - 385.746
Variazione % (1,0)% 6,0% 147,0% 64,8% (100,0)% n.a. 56,6%
Inadempienze probabili              
Dati al 31.12.2017 82.361 121.457 8.719 270.050 - 348 482.935
Dati al 31.12.2016 50.900 142.741 13.622 241.518 194 - 448.975
Variazione % 61,8% (14,9)% (36,0)% 11,8% (100,0)% n.a. 7,6%
Esposizione scadute              
Dati al 31.12.2017 105.337 919 9.482 444 - 1.700 117.882
Dati al 31.12.2016 118.420 1.669 17.351 - - - 137.440
Variazione % (11,0)% (44,9)% (45,4)% n.a. - n.a. (14,2)%
Totale attività deteriorate nette              
Dati al 31.12.2017 219.066 151.284 33.456 798.720 - 2.266 1.204.792
Dati al 31.12.2016 201.012 171.670 37.150 562.130 199 - 972.161
Variazione % 9,0% (11,9)% (9,9)% 42,1% (100,0)% n.a. 23,9%
Crediti in bonis netti verso clientela              
Dati al 31.12.2017 2.820.710 908.449 1.355.045 716 130.571 15.523 5.231.014
Dati al 31.12.2016 2.891.476 734.012 1.198.488 16 124.498 7.561 4.956.051
Variazione % (2,4)% 23,8% 13,1% 4375,0% 4,9% 105,3% 5,5%
Totale crediti per cassa verso clientela              
Dati al 31.12.2017 3.039.776 1.059.733 1.388.501 799.436 130.571 17.789 6.435.806
Dati al 31.12.2016 3.092.488 905.682 1.235.638 562.146 124.697 7.561 5.928.212
Variazione % (1,7)% 17,0% 12,4% 42,2% 4,7% 135,3% 8,6%

Le immobilizzazioni immateriali e materiali

Le immobilizzazioni immateriali si attestano a 24,5 milioni di euro, contro 15,0 milioni al 31 dicembre 2016 (+63,4%); l’aumento è principalmente dovuto ai sistemi di integrazione con il nuovo sistema di Core Banking e alla riorganizzazione di alcuni sistemi informatici.

La voce è riferita a software per 23,6 milioni di euro e all’avviamento, per 834 mila euro, che emerge dal consolidamento della partecipazione in IFIS Finance Sp.Z o.o..

Le immobilizzazioni materiali si attestano a 127,8 milioni di euro, rispetto ai 110,3 milioni a fine 2016. L’incremento è relativo a impianti fotovoltaici derivanti dal consolidamento della società Two Solar Park 2008 S.r.l., a seguito dell’acquisizione del controllo della stessa avvenuta nell’ambito del processo di ristrutturazione del debito.

Gli immobili iscritti a fine esercizio tra le immobilizzazioni materiali includono l’importante edificio storico “Villa Marocco” sito in Mestre – Venezia sede di Banca IFIS, nonché, due immobili di Milano, sede operativa di Banca IFIS.

L’immobile Villa Marocco, in quanto immobile di pregio, non è assoggettato ad ammortamento ma alla verifica almeno annuale di impairment. A tale scopo vengono sottoposti a perizia di stima da parte di soggetti esperti nella valutazione di immobili della medesima natura. Nel corso dell’esercizio non sono emersi elementi che facciano ritenere necessario l’effettuazione dell’impairment test.

Le attività e passività fiscali

Tali voci accolgono i crediti o debiti per imposte correnti e le attività o passività relative alla fiscalità differita.

Le attività fiscali correnti, pari a 71,3 milioni di euro (-18,8% rispetto a fine 2016), si riferiscono principalmente per euro 25,9 milioni al credito di imposta derivante dalla conversione delle imposte anticipate (DTA) secondo quanto previsto dalla Legge n. 214/2011, per euro 22,7 milioni a crediti IRES/IRAP esposti in dichiarazione dei redditi e per 21,3 milioni di euro a crediti acquistati da terzi.

Le attività per imposte anticipate pari a 367,3 milioni (-25,5% rispetto al valore di 493,2 di fine 2016) sono così classificabili: 214,6 milioni per rettifiche di valore su crediti deducibili negli esercizi successivi, 91,4 milioni per perdite fiscali pregresse riportabili e rinvenienti dalle operazioni di fusione di Interbanca e IFIS Factoring, 25 milioni per ACE riportabile e per la restante parte sono riferibili a disallineamenti fiscali tra cui il residuo di quello rilevato in sede di business combination per la sola controllata IFIS Leasing (15,8 milioni) che verrà rilasciato con la fusione nel 2018.

Le attività fiscali rientrano nel calcolo dei “requisiti patrimoniali per il rischio di credito”, in applicazione del Regolamento (UE) 575/2013 (CRR), recepiti nelle Circolari della Banca d’Italia n. 285 e n. 286.

Di seguito si elencano i vari trattamenti suddivisi per tipologia e l’impatto sul CET1 e sulle attività a rischio ponderate al 31 dicembre 2017:

  • le “attività fiscali differite che si basano sulla redditività futura e non derivano da differenze temporanee” vengono detratte dal CET1; al 31 dicembre 2017 la deduzione dell’80% è pari a 13,0 milioni di euro, in ossequio al nuovo framework regolamentare delle disposizioni normative relative ai Fondi propri che ne prevede l’introduzione graduale attraverso un periodo transitorio fino al 2017; a tal proposito si sottolinea come tale deduzione, a regime nel 2018, sarà tuttavia progressivamente assorbita dal futuro utilizzo di tali attività fiscali differite; l’impatto in termini di minore CET1 è pari a 186 punti base.
  • le “attività fiscali differite che si basano sulla redditività futura e derivano da differenze temporanee”, non vengono detratte dal CET1 ma ricevono una ponderazione di rischio pari al 250%; al 31 dicembre 2017 tali attività sono totalmente nettate dalla corrispondente passività fiscale differita
  • le “attività fiscali anticipate di cui alla L. 214/2011”, relative a rettifiche di valore su crediti e convertibili in crediti d’imposta, ricevono una ponderazione di rischio pari al 100%;
  • le “attività fiscali correnti”, ricevono una ponderazione dello 0% in quanto esposizioni nei confronti dell’Amministrazione Centrale.

 

ATTIVITA’ FISCALI CORRENTI 
(in migliaia di euro)
CONSISTENZE  VARIAZIONE 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED ASSOLUTA %
Irap 10.437 10.728 (291) (2,7)%
Ires 12.299 14.078 (1.779) (12,6)%
Ires da cessione di crediti 21.278 21.278 - -
Crediti da Conversione DTA 25.867 41.737 (15.870) (38,0)%
Altre 1.428 15 1.413 9.420,0%
Totale attività fiscali correnti 71.309 87.836 (16.527) (18,8)%

Le principali fattispecie cui sono riferibili le attività per imposte anticipate sono di seguito riportate:

ATTIVITA’ FISCALI ANTICIPATE
(in migliaia di euro)
CONSISTENZE  VARIAZIONE 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED ASSOLUTA %
Crediti verso clientela (Legge 214/2011) 214.642 192.310 22.332 11,6%
Perdite fiscali pregresse riportabili 91.395 0 91.395 n.a.
Aiuto alla crescita economica riportabile 25.032 0 25.032 n.a.
Differenze da PPA 15.801 253.030 (237.229) (93,8)%
Crediti verso clientela 3.095 42.978 (39.883) (92,8)%
Beni strumentali noleggio 1.981 1.460 521 35,7%
Fondi per rischi e oneri 11.588 1.825 9.763 535,0%
Altre 3.780 1.577 2.203 139,7%
Totale attività fiscali anticipate 367.314 493.180 (125.866) (25,5)%

Le attività per imposte anticipate pari a 367,3 milioni sono così classificabili: 214,6 milioni per rettifiche di valore su crediti deducibili negli esercizi successivi, 91,4 milioni per perdite fiscali pregresse riportabili e rinvenienti dalle operazioni di acquisizione di Interbanca e IFIS Factoring, 25 milioni per ACE riportabile e per la restante parte sono riferibili a disallineamenti fiscali tra cui il residuo di quello rilevato in sede di business combination per la sola controllata IFIS Leasing (15,8 milioni) che verrà rilasciato con la fusione nel 2018. La voce Altre include differenze temporanee su vari costi a deducibilità differita.

Le passività fiscali correnti si riferiscono principalmente a debiti IRES/IRAP, come di seguito evidenziato.

PASSIVITA’ FISCALI CORRENTI
(in migliaia di euro)
CONSISTENZE  VARIAZIONE 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED ASSOLUTA %
Saldo IRES - - - -
Saldo IRAP 1.298 491 807 164,4%
Altre 179 - 179 n.a.
Totale passività fiscali correnti 1.477 491 986 200,8%

Le principali fattispecie cui sono riferibili le passività per imposte differite sono di seguito riportate:

PASSIVITA’ FISCALI DIFFERITE
(in migliaia di euro)
CONSISTENZE  VARIAZIONE 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED ASSOLUTA %
Crediti verso clientela 27.121 13.293 13.828 104,0%
Attività materiali 9.001 9.433 (432) (4,6)%
Titoli disponibili per la vendita 1.798 394 1.404 356,3%
Altre 679 1.314 (635) (48,3)%
Totale passività fiscali differite 38.599 24.434 14.165 58,0%

La voce imposte differite include 23,6 milioni di euro su crediti iscritti per interessi di mora che saranno tassati al momento dell’incasso, euro 9 milioni sulla rivalutazione dell’immobile di Milano e per 3 milioni su altri disallineamenti di crediti commerciali.

Altre attività e altre passività

Le altre attività si attestano a 273,0 milioni di euro al 31 dicembre 2017 (+5,3% rispetto ai dati riesposti al 1 gennaio 2017).

I saldi rideterminati al 1 gennaio 2017 includono l’effetto dell’aggiustamento prezzo di 9,8 milioni di euro per l’acquisizione dell’ex Gruppo Interbanca che rappresentano il credito nei confronti della cedente per il maggior prezzo pagato in upfront alla data di transazione. Tale credito si è chiuso in data 31 luglio 2017 con l’incasso della relativa esposizione.

La voce comprende per 5,7 milioni di euro crediti verso l’erario per acconti versati (bollo), per 107,7 milioni di euro crediti nei confronti della controllante La Scogliera S.p.A., derivanti per 54,1 milion di euro dall’applicazione del consolidato fiscale e per 53,6 milioni di euro da crediti fiscali chiesti a rimborso da quest’ultima a fronte di versamenti di imposta eccedenti effettuati in precedenti esercizi; per 9,9 milioni di euro crediti per versamenti in pendenza di giudizio e per 24,5 milioni di euro crediti IVA. Si segnala infine che la voce include 38,3 milioni di euro di costi sospesi legati alla gestione giudiziale delle pratiche dell’Area NPL in attesa di ottenimento dell’ordinanza di assegnazione somme da parte del giudice.

Le altre passività a fine esercizio ammontano a 368,5 milioni di euro (+9,3% rispetto a fine 2016). Le poste più significative sono da ricondurre prevalentemente a somme da accreditare alla clientela in attesa di imputazione.

La raccolta

RACCOLTA (in migliaia di euro) CONSISTENZE  VARIAZIONE 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED ASSOLUTA %
Debiti verso la clientela: 5.293.188 5.045.136 248.052 4,9%
Pronti contro termine - 270.314 (270.314) (100,0)%
Rendimax e Contomax 4.948.386 4.519.260 429.126 9,5%
Altri depositi vincolati 104.675 101.500 3.175 3,1%
Altri debiti 240.127 154.062 86.065 55,9%
Debiti verso banche 791.977 503.964 288.013 57,1%
Eurosistema 699.585 - 699.585 -
Pronti contro termine - 50.886 (50.886) (100,0)%
Altri debiti 92.392 453.078 (360.686) (79,6)%
Titoli in circolazione 1.639.994 1.488.556 151.438 10,2%
Totale raccolta 7.725.159 7.037.656 687.503 9,8%

Il totale della raccolta, che al 31 dicembre 2017 risulta pari a 7.725,2 milioni di euro con un incremento del 9,8% rispetto al 31 dicembre 2016, è rappresentato per il 68,5% da Debiti verso la clientela (71,7% al 31 dicembre 2016), per il 10,3% da Debiti verso banche (7,2% al 31 dicembre 2016), e per il 21,2% da Titoli in circolazione (21,1% al 31 dicembre 2016).

I Debiti verso la clientela ammontano al 31 dicembre 2017 a 5.293,2 milioni di euro (+4,9% rispetto a fine 2016). L’estinzione dei pronti contro termine esistenti al 31 dicembre 2016 per 270,3 milioni di euro, risulta più che compensata da un aumento della raccolta retail (Rendimax e Contomax) che si attesta a 4.948,4 milioni di euro al 31 dicembre 2017, contro i 4.519,3 milioni del 31 dicembre 2016 (+9,5%). La Banca ha continuato fino alla fine dell’esercizio a farsi carico dell’imposta di bollo proporzionale su Rendimax e Contomax, pari allo 0,20%.

Sono stati aggiornati il 31 ottobre 2017 i tassi del conto deposito Rendimax e del conto deposito Contomax; contestualmente è stato comunicato il nuovo regime dell’imposta di bollo per la raccolta retail, che con decorrenza 1 gennaio 2018 diverrà a carico del cliente sia per il conto deposito Rendimax sia per il conto corrente Contomax.

I Debiti verso banche, che ammontano a 792,0 milioni di euro (rispetto ai 504,0 milioni a dicembre 2016), aumentano del 57,1% sostanzialmente per effetto della tranche TLTRO sottoscritta per nominali 700,0 milioni di euro nel mese di marzo 2017.

Risultano corrispondentemente in diminuzione i depositi presso altre banche il cui saldo ammonta a 92,4 milioni di euro, rispetto a 453,1 milioni di fine esercizio precedente (-79,6%).

I Titoli in circolazione ammontano a 1.640,0 milioni di euro. La voce comprende per complessivi 850,0 milioni di euro (1.404,6 milioni di euro al 31 dicembre 2016) i titoli emessi dalla società veicolo IFIS ABCP Programme S.r.l., nell’ambito dell’operazione di cartolarizzazione posta in essere a fine 2016. Il decremento rispetto al 31 dicembre 2016 è prevalentemente da attribuire al riacquisto integrale perfezionato nel primo trimestre del 2017 dei titoli relativi alle operazioni di cartolarizzazione dei crediti leasing (Indigo Lease) e dei crediti lending (Indigo Loan) da parte del Gruppo Banca IFIS già effettuata a fine 2016 nel più ampio contesto dell’operazione di acquisto dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca.

La voce include altresì l’obbligazione senior emessa da Banca IFIS nel corso del primo semestre 2017 per 300,9 milioni di euro inclusivi di interessi nonché il bond Tier 2 per 401,5 milioni di euro, inclusivi di

interessi, emesso a metà ottobre. La residua parte dei titoli in circolazione al 31 dicembre 2017 si riferisce a prestiti obbligazionari per 87,0 milioni di euro e 0,6 milioni di euro di certificati di deposito emessi da Interbanca S.p.A..

Fondi per rischi e oneri

FONDI PER RISCHI E ONERI (in migliaia di euro) CONSISTENZE  VARIAZIONE 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED ASSOLUTA %
Controversie legali 15.463 9.577 5.886 61,5%
Altri fondi 6.178 14.741 (8.563) (58,1)%
Totale fondi per rischi e oneri 21.641 24.318 (2.677) (11,0)%

La composizione del fondo per rischi e oneri in essere a fine esercizio, confrontata con l’esercizio precedente, è nel seguito dettagliata per natura del contenzioso. Per maggior chiarezza si evidenziano separatamente i fondi derivanti dall’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca.

Controversie legali

Controversie legali Banca IFIS

Al 31 dicembre 2017 sono iscritti fondi per 7,2 milioni di euro costituiti da 22 controversie legate ai Crediti Commerciali per 7,1 milioni di euro (a fronte di un petitum complessivo di 25,8 milioni di euro) e da 7 controversie legate a crediti del settore Area NPL per 74 mila euro (a fronte di un petitum complessivo di 147 mila).

Controversie legali ex Gruppo GE Capital Interbanca

Al 31 dicembre 2017 sono iscritti fondi per 8,3 milioni di euro costituiti da 35 controversie in capo a IFIS Leasing e IFIS Rental per 4,8 milioni di euro e da 9 controversie in capo alla ex Interbanca per 3,5 milioni di euro (per un petitum di 50,5 milioni di euro).

Altri fondi

Altri fondi Banca IFIS

Non vi sono Altri fondi in essere al 31 dicembre 2017.Il fondo in essere al 31 dicembre 2016 pari a 2,5 milioni di euro era connesso all’accantonamento di commissioni che sono state corrisposte nei primi mesi del 2017 ai fini del riacquisto delle tranche senior della cartolarizzazione leasing (titoli eligible).

Altri fondi ex Gruppo GE Capital Interbanca

Al 31 dicembre 2017 sono in essere fondi per 6,2 milioni di euro costituiti da 1,5 milioni di euro per oneri legati al personale e 4,7 milioni di euro quali altri fondi, tra i cui rilevano 3,3 milioni per indennità di clientela e 0,6 milioni di euro quale fondo rischi su unfunded commitment.

Passività potenziali

Si dettagliano nel seguito le passività potenziali maggiormente significative esistenti al 31 dicembre 2017 il cui esito negativo è ritenuto, anche sulla base delle valutazioni ricevute dai consulenti legali che assistono le società controllate nelle sedi competenti, solo possibile e pertanto oggetto solamente di informativa.

Per maggior chiarezza si evidenziano separatamente le passività potenziali derivanti dall’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca.

Controversie legali

Controversie legali Banca IFIS

Banca IFIS rileva passività potenziali per complessivi 2,0 milioni di euro di petitum, rappresentate da n. 14 controversie di cui n. 13 per 1,9 milioni di euro riferite a controversie legate ai Crediti Commerciali e n.1 in ambito giuslavoristico per 54 mila euro; per tali posizioni Banca IFIS, supportata dal parere dei propri legali, non ha provveduto a stanziare fondi a fronte di un rischio di soccombenza stimato possibile.

Controversie legali ex Gruppo GE Capital Interbanca

Si riportano a seguire le passività potenziali maggiormente significative in capo all’ex Gruppo GE Capital Interbanca.

Causa passiva per richiesta di annullamento di transazione

Causa passiva intentata nei confronti della ex Interbanca nel 2010 e relativa a una posizione per la quale la ex Interbanca stessa aveva stipulato nel 2005 un accordo transattivo con l’allora Commissario Straordinario nominato per la procedura di amministrazione straordinaria aperta nei confronti di una società debitrice di Interbanca. La validità di tale accordo è stata posta in discussione dal nuovo Commissario Straordinario che ha avanzato una pretesa risarcitoria nei confronti, tra l’altro, della ex Interbanca per un importo pari a circa 168 milioni di euro. Nello stesso giudizio, alcuni convenuti hanno svolto domande a vario titolo nei confronti della ex Interbanca.

Il Tribunale ha ritenuto valido ed efficace l’accordo transattivo, respingendo tutte le richieste delle Procedure attrici contro l’ex Interbanca. Nel giudizio di primo grado, che prosegue nei confronti degli altri convenuti e della ex Interbanca per le residue domande, è in corso una consulenza tecnica, nella quale il consulente tecnico d’ufficio ha concluso circa l’insussistenza del danno lamentato dalle tre società debitrici. Le Procedure, insoddisfatte dell’esito della consulenza, hanno depositato un’istanza di rinnovazione/integrazione, rigettata dal Tribunale cha ha solo disposto alcuni approfondimenti tecnici. La prossima udienza è fissata il 10 aprile 2018.

Le procedure attrici hanno impugnato la sentenza di primo grado favorevole alla Società, ma la Corte d’Appello ha confermato la decisione già presa con sentenza passata in giudicato.

Procedimenti giudiziari relativi a domande di risarcimento di danni rivenienti da un’operazione straordinaria inerente una società industriale e di danni ambientali

All’inizio del 2012 è sorto un complesso contenzioso, avente a oggetto un’azione di risarcimento del danno, promossa dagli organi della procedura di amministrazione straordinaria di una società operante nel settore chimico in cui la ex Interbanca deteneva, in via indiretta, una partecipazione nel periodo 1999-2004. L’azione di risarcimento è stata promossa nei confronti della ex Interbanca e di tre suoi ex dipendenti per far accertare una presunta responsabilità e per addivenire alla condanna al risarcimento dei danni risultanti da un’operazione di scissione, in danno dei creditori, in un importo pari o maggiore a 388 milioni di euro. Nel corso del 2013, è stata estesa nei confronti anche della ex Interbanca, la richiesta di risarcimento in via solidale di circa 3,5 miliardi di euro per danno ambientale e il Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero dell'Economia e delle Finanze sono intervenuti a sostegno delle domande formulate dalla procedura attrice.  Con sentenza in data 10 febbraio 2016 il Tribunale di Milano ha dichiarato inammissibile l’intervento dei sopracitati Ministeri e ha rigettato integralmente tutte le domande formulate dalla procedura attrice nei confronti di Interbanca e dei suoi ex dipendenti.

Nel mese di marzo 2016 i Ministeri e la procedura attrice hanno notificato il proprio atto di appello. Nel novembre 2016 la ex Interbanca ed i suoi ex dipendenti hanno raggiunto separati accordi transattivi con la procedura attrice che ha rinunciato all’azione e alle domande promosse. Il procedimento prosegue dei Ministeri. La causa è stata rinviata all’udienza del 20 giugno 2018 per la precisazione delle conclusioni.

In data 28 luglio 2015, è stata notificata dal Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, tra l’altro, alla ex Interbanca un provvedimento con il quale il Ministero procedente invitava e diffidava la ex Interbanca e le altre società destinatarie ad adottare con effetto immediato tutte le iniziative opportune per controllare, circoscrivere, eliminare o gestire in altro modo qualsiasi fattore di danno in tre siti industriali gestiti dalla società. Con sentenza del 21 marzo 2016 il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso della ex Interbanca e per l’effetto ha annullato il provvedimento medesimo. In data 15 luglio 2016 il Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ha notificato il proprio appello. L’udienza per la trattazione del merito della controversia è stata fissata per il prossimo 14 giugno 2018.

Contenzioso fiscale

Contenzioso fiscale Banca IFIS

In data 23 dicembre 2016 è stato notificato un avviso di accertamento in ambito IVA per 105 mila euro senza riconoscimento di sanzioni ed interessi. Banca IFIS, supportata dai propri consulenti fiscali, ha ritenuto di presentare riscorso e ritenuto il rischio di soccombenza possibile ma non probabile, pertanto non sono stati effettuati accantonamenti a fondo rischi e oneri.

Contenziosi fiscali ex Gruppo GE Capital Interbanca

Contenzioso relativo all’applicazione delle ritenute alla fonte sugli interessi corrisposti in Ungheria. Società coinvolte: ex Interbanca Spa (ora fusa in Banca IFIS Spa) e IFIS Leasing Spa (inclusa l’incorporata GE Leasing Italia Spa)

L’Agenzia delle Entrate ha contestato la mancata applicazione della ritenuta del 27% sugli interessi passivi corrisposti alla società ungherese GE Hungary Kft senza l’applicazione della ritenuta in virtù della Convenzione Internazionale contro le Doppie imposizioni in vigore tra l’Italia e l’Ungheria. L’Agenzia delle Entrate ha di fatto concluso che la società ungherese GE Hungary Kft non fosse l’effettiva beneficiaria degli interessi passivi corrisposti dalle società Italiane ma soltanto una conduit company.

L’Agenzia delle Entrate ha, al contrario, individuato come beneficiario effettivo una società presuntivamente residente nelle Bermuda e pertanto è stata disconosciuta l’applicazione della Convenzione Internazionale contro le Doppie Imposizioni stipulata tra Italia ed Ungheria e pretesa l’applicazione della ritenuta del 27% prevista per i soggetti residenti in paesi a fiscalità privilegiata.

Pertanto per le annualità dal 2007 al 2012 sono state accertate maggiori ritenute per circa 72,5 milioni di euro in capo alla incorporata Interbanca Spa e circa 44,6 milioni in capo a IFIS Leasing Spa.

Contestualmente sono state anche irrogate sanzioni amministrative nella misura del 150/250%.

Le Società coinvolte hanno impugnato gli Avvisi di Accertamento nei termini di legge presso le competenti Commissioni Tributarie ed effettuato il versamento di 1/3 dell’imposta a titolo di iscrizione provvisoria.

Si segnala infine che l’Autorità fiscale Ungherese a seguito dello scambio di informazioni ai sensi della Direttiva Europea n. 2011/16/EU ha concluso che la società GE Hungary Kft deve essere correttamente considerata come il beneficiario effettivo degli interessi ricevuti dalle controparti Italiane.

Alla data odierna tutte le sentenze che sono state pronunciate presso le competenti Commissioni Tributarie Provinciali (Torino e Milano) hanno accolto integralmente i ricorsi presentati e, come prevedibile, l’Agenzia ha proposto Appello contro dette decisioni.

Banca IFIS, supportata dai propri consulenti fiscali, ha ritenuto di presentare riscorso e ritenuto il rischio di soccombenza possibile ma non probabile, pertanto non sono stati effettuati accantonamenti a fondo rischi e oneri. 

Contenzioso relativo alle svalutazioni su crediti

Società coinvolta: IFIS Leasing Spa

L’Agenzia delle Entrate ha riqualificato in perdite su crediti - senza elementi certi e precisi  - le svalutazioni «integrali» dei crediti (c.d. svalutazione a zero) operate dalla Società negli esercizi 2004, 2005, 2006 e 2007 e riprese in aumento nelle annualità dal 2005 al 2012.

Per le annualità 2004/201 sono state accertate maggiori imposte per 818 mila euro con l’applicazione di sanzioni amministrative nella misura del 100%.

Banca IFIS, supportata dai propri consulenti fiscali, ha ritenuto di presentare riscorso e ritenuto il rischio di soccombenza possibile ma non probabile, pertanto non sono stati effettuati accantonamenti a fondo rischi e oneri. 

Contenzioso relativo al trattamento IVA delle attività di intermediazione assicurativa.

Società coinvolta IFIS Leasing Spa

L’Agenzia delle Entrate ha contestato la mancata applicazione del meccanismo del pro-rata nelle annualità dal 2007 al 2010 relativamente alla detrazione dell’IVA sulle operazioni passive a fronte delle provvigioni attive, esenti IVA, riconosciute dalle compagnie assicurative in relazione ad una attività di intermediazione assicurativa svolta considerata come autonoma e non, al contrario, accessoria allo svolgimento dellattività principale di leasing di autoveicoli (attività soggetta ad IVA).

Per le annualità 2007/2010 è stata accertata una maggiore IVA per 3 milioni di euro con l’applicazione di sanzioni amministrative nella misura del 125%.

Banca IFIS, supportata dai propri consulenti fiscali, ha ritenuto di presentare riscorso e ritenuto il rischio di soccombenza possibile ma non probabile, pertanto non sono stati effettuati accantonamenti a fondo rischi e oneri.

Indennizzi

In linea con la prassi di mercato, il contratto d’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca prevede il rilascio da parte del venditore (GE Capital International Limited) di un articolato set di dichiarazioni e garanzie relative alla ex Interbanca e alle altre Società Partecipate.

In aggiunta, il contratto prevede una serie di indennizzi speciali rilasciati dal venditore in relazione ai principali contenziosi passivi e fiscali di cui sono parte le società dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca.

Il patrimonio netto, i fondi propri e i coefficienti patrimoniali

Il Patrimonio netto consolidato si attesta al 31 dicembre 2017 a 1.368,7 milioni di euro, contro i 1.228,6 milioni di euro (+11,4%), così come rideterminati al 1 gennaio 2017 a seguito della definizione del prezzo di acquisto dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca.

La composizione e la variazione rispetto all’esercizio precedente sono spiegate nelle tabelle seguenti.

PATRIMONIO NETTO:COMPOSIZIONE (in migliaia di euro) CONSISTENZE  VARIAZIONE 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED ASSOLUTA %
Capitale 53.811 53.811   0,0%
Sovrapprezzi di emissione 101.864 101.776 88 0,1%
Riserve da valutazione: (2.710) (5.445) 2.735 (50,2)%
- titoli AFS 2.275 1.534 741 48,3%
- TFR 20 (123) 143 (116,3)%
- differenze di cambio (5.005) (6.856) 1.851 (27,0)%
- altre (rival. leggi speciali) - - - -
Riserve 1.038.155 383.835 654.320 170,5%
Azioni proprie (3.168) (3.187) 19 (0,6)%
Patrimonio di pertinenza di terzi - 48 (48) (100,0)%
Utile netto 180.767 697.714 (516.947) (74,1)%
Patrimonio netto 1.368.719 1.228.552 140.167 11,4%
PATRIMONIO NETTO: VARIAZIONI (migliaia di euro)
Patrimonio netto al 31.12.2016 1.218.783
Modifica saldi di apertura 9.769
Patrimonio netto al 01.01.2017 1.228.552
Incrementi: 183.981
Utile di esercizio 180.767
Vendita/attribuzione propri strumenti 88
Variazione riserva da valutazione: 2.735
- titoli AFS 741
- TFR 143
- differenze di cambio 1.851
 Altre variazioni 439
Patrimonio netto di terzi (48)
Decrementi: 4.814
Dividendi distribuiti 43.814
Patrimonio netto al 31.12.2017 1.368.719

La voce “Modifica saldi di apertura” riflette gli effetti sul patrimonio netto della rideterminazione del risultato dell’esercizio 2016 a seguito della definizione del prezzo di acquisto dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca così come dettagliato nel paragrafo “Note introduttive alla lettura dei numeri”. 

La variazione della riserva da valutazione su titoli AFS rilevata nell’esercizio è dovuta all’adeguamento di fair value degli strumenti finanziari in portafoglio.

La variazione della riserva da valutazione per differenze di cambio si riferisce alla differenza cambi derivante dal consolidamento della controllata IFIS Finance Sp. Z o.o..

Fondi propri e coefficienti patrimoniali

FONDI PROPRI E COEFFICIENTI PATRIMONIALI
(in migliaia di euro)
DATI AL 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED
Capitale primario di classe 1(1) (CET1) 859.944 1.038.232
Capitale di classe 1 (T1) 898.356 1.055.719
Totale fondi propri 1.191.097 1.079.100
Totale attività ponderate per il rischio 7.376.606 7.013.074
Ratio – Capitale primario di classe 1 11,66% 14,80%
Ratio – Capitale di classe 1 12,18% 15,05%
Ratio – Totale fondi propri 16,15% 15,39%

(1) Il capitale primario di classe 1 tiene conto degli utili generati nell’esercizio al netto della stima dei dividendi.

I fondi propri, le attività di rischio ponderate e i coefficienti patrimoniali consolidati al 31 dicembre 2017 sono stati determinati avendo a riferimento i principi regolamentari contenuti nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR), recepiti nelle Circolari della Banca d’Italia n. 285 e n. 286. In particolare, l’articolo 19 del CRR prevede l’inclusione ai fini del consolidamento prudenziale della Holding del Gruppo Bancario, non consolidata nel patrimonio netto contabile.

La variazione positiva dei Fondi propri di circa 112 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2016 è riconducibile principalmente a:

  • l’inclusione dell’utile di esercizio di pertinenza del Gruppo calcolato a fini regolamentari, al netto del dividendo stimato
  • la deduzione dal CET1 dell’80% delle “Attività fiscali differite che si basano sulla redditività futura e non derivano da differenze temporanee” (al netto delle relative passività fiscali differite) per un ammontare pari a 137,0 milioni di euro rispetto ai 59,7 milioni di euro (pari al 60% dedotti al 31 dicembre 2016), in ossequio al nuovo framework regolamentare delle disposizioni normative relative ai fondi propri, che ne prevede l’introduzione graduale attraverso un periodo transitorio fino al 2017. A tal proposito si sottolinea come tale deduzione, a regime nel 2018, sarà tuttavia progressivamente assorbita dal futuro utilizzo di tali attività fiscali differite;
  • la minor computabilità delle partecipazioni di minoranza, in applicazione dell’art. 84 del CRR, per un ammontare pari a 65,1 milioni di euro;
  • il prestito subordinato emesso nel corso del 2017 del valore nominale di 400 milioni di euro, computabile nel capitale di classe 2 (T2) per un ammontare pari a 201,9 milioni di euro, quale quota di pertinenza della Holding del Gruppo Bancario.

Il totale delle attività ponderate per il rischio è in crescita di oltre 360 milioni di euro, in linea con l’aumento rilevante delle esposizioni verso la clientela e nei confronti delle banche.

Nonostante l’aumento delle attività ponderate per il rischio, il notevole incremento del totale dei Fondi propri fa sì che al 31 dicembre 2017 il Total capital ratio si attesti al 16,15%, in netto miglioramento rispetto alle risultanze conseguite al 31 dicembre 2016, pari al 15,39%.

Al contrario, il Common Equity Tier 1 ratio, ora pari all’11,66%, sconta, come sopra descritto, la minor computabilità delle partecipazioni di minoranza, in applicazione dell’art. 84 del CRR, nonché la maggior deduzione applicata all’aumento delle Attività fiscali differite che si basano sulla redditività futura e non derivano da differenze temporanee; tale deduzione sarà tuttavia progressivamente assorbita dal futuro utilizzo di tali attività fiscali differite

Per comparazione con i risultati conseguiti, si segnala che Banca d’Italia, in seguito all’ultimo processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP) svolto nel 2016 al fine di rivedere gli obiettivi di patrimonializzazione dei principali intermediari del sistema, ha richiesto al Gruppo Bancario Banca IFIS di adottare per il 2017 i seguenti requisiti di capitale a livello consolidato:

  • coefficiente di capitale primario di classe 1 (CET 1 ratio) pari al 6,6%, vincolante nella misura del 5,3%;
  • coefficiente di capitale di classe 1 (Tier 1 ratio) pari all’8,4%, vincolante nella misura del 7,1%;
  • coefficiente di capitale totale (Total Capital ratio) pari al 10,7%, vincolante nella misura del 9,5%.

Il Gruppo Banca IFIS, così come consentito dalle disposizioni transitorie della Circolare di Banca d’Italia n. 285 del 17 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti, ha provveduto a calcolare i Fondi propri al 31 dicembre 2017 escludendo i profitti non realizzati relativi alle esposizioni verso le Amministrazioni Centrali classificate nella categoria “Attività finanziarie disponibili per la vendita”, per un importo netto positivo di 1.144 mila euro (391 mila euro positivi al 31 dicembre 2016).

Come descritto in precedenza, l’articolo 19 del CRR prevede l’inclusione ai fini del consolidamento prudenziale della Holding del Gruppo Bancario, non consolidata nel patrimonio netto contabile; ricalcolando ai soli fini informativi i coefficienti patrimoniali del solo Gruppo Bancario Banca IFIS, essi si attesterebbero ai valori riportati nella tabella di seguito esposta.

FONDI PROPRI E COEFFICIENTI PATRIMONIALI:
PERIMETRO DEL GRUPPO BANCA IFIS

(in migliaia di euro)
DATI AL 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED
Capitale primario di classe 1(1) (CET1) 1.152.603 1.109.018
Capitale di classe 1 (T1) 1.152.603 1.109.018
Totale fondi propri 1.552.792 1.109.170
Totale attività ponderate per il rischio 7.369.921 7.008.830
Ratio – Capitale primario di classe 1 15,64% 15,82%
Ratio – Capitale di classe 1 15,64% 15,82%
Ratio – Totale fondi propri 21,07% 15,83%

(1) Il capitale primario di classe 1 tiene conto degli utili generati nell’esercizio al netto della stima dei dividendi.

Factsheet
2017

Prezzo 31/12/2017 €40,77

Yield 2,45%

Market Cap €2.2bn

Dividendo €1/azione

Naviga per intero

PRINCIPALI EVIDENZE

Milano (IF.MI)

Fitch, BB+ outlook stabile

Prezzo
al 31/12/2017
€40,77

Yield
al 31/12/2017
2,45%

Market Cap
al 31/12/2017
€2.2bn

Dividendo
 
€1/azione

BACKGROUND

  • Banca IFIS (IF.MI) è un player nella finanza specializzata, con focus sul finanziamento delle PMI grazie ad un’offerta completa di soluzioni, dal credito commerciale a breve termine, alla finanza a medio e lungo termine fino alla finanza strutturata.
  • Banca IFIS è inoltre leader nel mercato NPL italiano ed è presente nel settore dei crediti fiscali.
  • Il Gruppo ha un modello di business solido e diversificato, che permette di raggiungere risultati eccellenti in termini di profittabilità e di qualità creditizia.
  • Sono tre i pilastri che guidano le decisioni del management: profittabilità, liquidità e capitale.
  • Fondata nel 1983 by Sebastien Egon Fürstenberg, attuale Presidente, Banca IFIS è quotata alla Borsa di Milano (segmento Star) dal 2003, con una capitalizzazione di €2.2 miliardi alla fine del 2017.
  • L’istituto ha acquisito l’ex Gruppo Interbanca nel 2016, Cap.Ital.Fin S.p.A. all’inizio del 2018 e sempre nel 2018 ha annunciato l’acquisizione di Credifarma S.p.A.
  • Per quanto riguarda la raccolta, la Banca ha lanciato con successo nel 2008 il conto deposito online rendimax; nel 2017 ha completato l’emissione di un bond Tier 2 da 400 milioni, annunciando anche un programma EMTN da €5 miliardi di euro.

Andamento azionario

MDI - Contribuzione per settore

Totale impieghi
Eu Mn

NPL gestiti ed acquistati
(valore contabile lordo) - Eu Bn

Andamento azionario
MDI - Contribuzione per settore
Totale impieghi<br />Eu Mn
NPL gestiti ed acquistati<br />(valore contabile lordo) - Eu Bn

OPPORTUNITÀ DI CRESCITA FUTURE

  • Banca IFIS è ben posizionata per continuare a capitalizzare, attraverso l’acquisizione dei portafogli di NPL, nella ristrutturazione dei bilanci delle banche in Italia e nel resto d’Europa
  • Focus continuo sul credito alle micro, piccole e medie imprese che è meno competitivo, e che le banche tradizionali hanno difficoltà ad erogare.
  • Creazione di valore dall’acquisizione dell’ex Gruppo Interbanca, finalizzata a fine novembre 2016.
  • Completamento dell’offerta di soluzioni alle PMI
  • L’acquisizione porta competenze di valore, dimensione e capitale al Gruppo.
  • Sviluppo nel finanziamento delle diverse catene di produzione in Italia.
  • ONGOING: nel 2018 focus sulle acquisizioni di Credifarma (finanziamento delle farmacie italiane) e Cap.Ital.Fin S.p.A. (cessione del quinto)

Quattro anni di crescita
solida e costante

Azionariato

Quattro anni di crescita<br />solida e costante
Azionariato

Risultano evidenziati nel grafico gli azionisti di Banca IFIS che possiedono direttamente o indirettamente strumenti finanziari rappresentativi del capitale con diritto di voto di Banca IFIS in misura superiore al 3%, o superiori al 2% per gli azionisti che risultano anche Consiglieri della Banca.

Nota Integrativa consolidata
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