Aggregati economici

La formazione del margine di intermediazione

Il margine di intermediazione si attesta a 553,1 milioni di euro, in aumento del 54,2% rispetto all’omologo periodo dell’esercizio precedente, pari a 358,6 milioni di euro.

In dettaglio il margine verso il target imprese, comprendente i settori Crediti commerciali, Corporate Banking, Leasing e Crediti fiscali, riporta una crescita del 117,1% attestandosi a 355,2 milioni (163,6 milioni nel 2016). La performance positiva registrata è da attribuirsi ad una serie di fattori tra cui il processo di consolidamento dell’ex Gruppo Interbanca sui 12 mesi e all’effetto positivo dello smontamento temporale del differenziale fra il valore di fair value determinato in sede di business combination e il valore contabile dei crediti iscritti nei bilanci delle controllate, pari a 109,9 milioni di euro per il settore Corporate Banking e a 10,9 milioni di euro per il settore Leasing. Contribuisce alla crescita anche il risultato dei Crediti fiscali, mentre si registra una pressione sui margini del settore Crediti commerciali che incide in particolare sulle performance della fascia media e grande delle imprese servite; tuttavia si evidenzia un incremento del 7% nel margine di intermediazione del quarto trimestre 2017 rispetto, like for like, all’omologo periodo dell’esercizio precedente, inizia ad evidenziare il lavoro di riposizionamento del settore, tuttora in corso. Infatti a fini comparativi è opportuno segnalare che l’importo del precedente esercizio era positivamente influenzato per 15,8 milioni di euro dall’effetto positivo derivante dall’implementazione del modello di stima dei cash flow dei crediti sanitari.

Per quanto concerne l’Area NPL, l’ottima gestione dei portafogli in essere ha condotto a risultati in forte crescita, sostenuti per lo più dalla migliore qualità degli accordi di pagamento conclusi. L’Area registra una crescita pari al 9,4% nonostante la dinamica delle cessioni di portafogli meno sostenuta rispetto all’esercizio precedente con conseguente minori realizzi di capital gain.

Il margine di intermediazione consolidato risulta influenzato anche dai costi del funding (gli interessi passivi a fine esercizio 2017 ammontano a 107,0 milioni rispetto a 57,3 del 2016) che nel corso del 2017 sono stati oggetto di alcune attività di razionalizzazione.

L’istituto ha, in particolare:

  • perfezionato a fine maggio l’emissione di un Bond Senior stand alone senza rating, scadenza 3 anni, dell’importo di 300 milioni di euro quotato all’Irish Stock Exchange e che prevede un coupon dell’1,75% ed un rendimento a scadenza alla data di emissione dell’1,85%;
  • perfezionato a metà ottobre l’emissione di un bond Tier 2, scadenza 10 anni richiamabile dopo 5 anni, dell’importo di 400 milioni di euro, quotato all’Irish Stock Exchange con un coupon del 4,5%;
  • aggiornato il 31 ottobre 2017 i tassi del conto deposito rendimax e del conto corrente contomax il cui costo medio dell’esercizio ammonta a 1,55% inclusivo del costo del bollo a carico di Banca IFIS; contestualmente la Banca ha comunicato l’aggiornamento dell’imposta di bollo per la raccolta retail, che con decorrenza 1 gennaio 2018 sarà a carico del cliente sia per il conto deposito rendimax sia per il conto corrente contomax;
  • ottimizzato i costi delle cartolarizzazioni avviate per l’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca, con parziale chiusura di alcune delle stesse;
  • ottimizzato la gestione della liquidità in esubero attraverso investimenti di breve medio termine volti ad attenuare gli impatti dei tassi di remunerazione negativi sui depositi in Banca d’Italia;
  • partecipato nel mese di marzo 2017 all’asta del TLTRO, l’ultima dell’azione di politica monetaria della Banca Centrale Europea, per un importo di 700 milioni di euro. In considerazione dello sviluppo atteso degli impieghi il costo della TLTRO è atteso pari a -0,40% per la durata di 4 anni.

MARGINE DI INTERMEDIAZIONE(in migliaia di euro) ESERCIZIO  VARIAZIONE 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED ASSOLUTA %
Margine di interesse 442.451 268.183 174.268 65,0%
Commissioni nette 73.765 41.111 32.654 79,4%
Dividendi e proventi simili 48 - 48 n.a.
Risultato netto dell'attività di negoziazione 11.249 (702) 11.951 (1.702,4)%
Utile da cessione o riacquisto di crediti 19.016 44.529 (25.513) (57,3)%
Utile da cessione o riacquisto di attività finanziarie 6.579 5.478 1.101 20,1%
Margine di intermediazione 553.108 358.599 194.509 54,2%
 

Il margine di interesse passa da 268,2 milioni di euro al 31 dicembre 2016 a 442,5 milioni di euro al 31 dicembre 2017 (+65,0%).

Le commissioni nette ammontano a 73,8 milioni di euro in incremento del 79,4% rispetto al dato al 31 dicembre 2016.

Le commissioni attive, pari a 86,9 milioni di euro contro 59,4 milioni di euro al 31 dicembre 2016, derivano principalmente da commissioni di factoring a valere sul turnover generato dai singoli clienti (in pro soluto o in pro solvendo, nella formula flat o mensile), dalle commissioni per operazioni di finanza strutturata, da operazioni di leasing nonché dagli altri corrispettivi usualmente richiesti alla clientela a fronte dei servizi prestati.

Le commissioni passive, pari a 13,1 milioni di euro contro 18,3 milioni di euro del periodo precedente si riferiscono essenzialmente a commissioni riconosciute a banche e a intermediari finanziari quali commissioni di gestione, a commissioni riconosciute a terzi per la distribuzione di prodotti leasing nonché all’attività di intermediazione di banche convenzionate e altri mediatori creditizi. Si segnala che il dato al 31 dicembre 2016 includeva significative commissioni up-front relative alle cartolarizzazioni factoring, leasing e lending sottoscritte nel quarto trimestre 2016.

Il risultato netto dell’attività di negoziazione, positivo per 11,2 milioni di euro rispetto alla perdita di 0,7 milioni al 31 dicembre 2016, è influenzato dalla definizione di una controversia relativa all’uscita della incorporata Interbanca dall’investimento in una società del settore tecnologico definita nel mese di agosto 2017 con il trasferimento delle azioni al socio di maggioranza.

L’utile da cessione di crediti, che ammonta a 19,0 milioni di euro (rispetto a 44,5 milioni del 2016, -57,3%) è stato realizzato attraverso la cessione di alcuni portafogli di crediti dell’Area NPL.

L’utile da cessione di attività finanziarie ammonta a 6,6 milioni di euro in aumento del 20,1% rispetto ai 5,5 milioni di euro al 31 dicembre 2016, e deriva dalla cessione di titoli governativi e bancari effettuata nel corso del quarto trimestre 2017. 

La formazione del risultato netto della gestione finanziaria

Il risultato netto della gestione finanziaria del Gruppo è pari a 504,8 milioni contro 299,4 milioni del 31 dicembre 2016 (+68,6%).

FORMAZIONE DEL RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA (in migliaia di euro) ESERCIZIO  VARIAZIONE 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED ASSOLUTA %
 Margine di intermediazione 553.108 358.599 194.509 54,2%
Rettifiche di valore nette per deterioramento di: (48.281) (59.233) 10.952 (18,5)%
crediti (51.845) (54.882) 3.037 (5,5)%
attività finanziarie disponibili per la vendita (2.041) (4.356) 2.315 (53,1)%
altre operazioni finanziarie 5.605 5 5.600 n.s.
 Risultato netto della gestione finanziaria 504.827 299.366 205.461 68,6%
 

Le rettifiche di valore nette su crediti ammontano a 51,8 milioni di euro (rispetto a rettifiche nette per 54,9 milioni al 31 dicembre 2016, -5,5%). Le rettifiche sono riferite per 33,6 milioni al settore Crediti commerciali, per 33,5 milioni al settore Area NPL, per 8,0 milioni di euro al settore del Leasing e per 0,3 milioni di euro al settore Crediti Fiscali; il settore Corporate Banking rileva invece riprese di valore nette su crediti pari a 23,3 milioni di euro derivanti in particolare da alcune posizioni individualmente significative; analogamente Governace e Servizi rileva riprese di valore nette per 0,3 milioni.

Le rettifiche dell’Area NPL sono riconducibili a posizioni per le quali sono state rilevati trigger events che determinano l’impairment della posizione secondo le logiche definite nel modello di valutazione adottato e la relativa accounting policy.

Le rettifiche di valore nette su attività finanziarie disponibili per la vendita ammontano a 2,0 milioni di euro (4,4 milioni al 31 dicembre 2016) e sono riferite alla rettifica apportata a titoli non quotati per tener conto delle evidenze di perdite durevoli emerse in sede di valutazione (impairment).

Le rettifiche di valore nette su altre operazioni finanziarie, che evidenziano un risultato positivo di 5,6 milioni di euro, sono riferibili per 3,3 milioni di euro all’effetto dello smontamento del differenziale tra il valore di fair value degli unfunded committment determinato in sede di business combination e il valore contabile degli stessi iscritti nel bilancio delle controllate. Per la restante parte sono relative al rilascio di una passività per garanzie a seguito del positivo completamento della più ampia ristrutturazione di una posizione creditoria.

La formazione dell’utile netto d’esercizio

FORMAZIONE DELL'UTILE NETTO (in migliaia di euro) ESERCIZIO  VARIAZIONE 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED ASSOLUTA %
Risultato netto della gestione finanziaria 504.827 299.366 205.461 68,6%
Costi operativi (256.284) 430.929 (687.213) (159,5)%
Utili (Perdite) da cessione investimenti 32 - 32 n.a.
Utile dell'operatività corrente al lordo delle imposte 248.575 730.295 (481.720) (66,0)%
Imposte sul reddito (67.808) (32.541) (35.267) 108,4%
Utile netto 180.767 697.754 (516.987) (74,1)%
Utile netto di pertinenza di terzi - 40 (40) (100,0)%
Utile netto di pertinenza della Capogruppo 180.767 697.714 (516.947) (74,1)%
 

Il cost/income ratio ammonta a 46,3% rispetto al valore normalizzato di 47,2% del 31 dicembre 2016.

COSTI OPERATIVI (in migliaia di euro) ESERCIZIO  VARIAZIONE 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED ASSOLUTA %
Spese per il personale 98.251 65.878 32.373 49,1%
Altre spese amministrative 152.620 126.276 26.344 20,9%
Accantonamento a fondi rischi e oneri 5.532 1.849 3.683 199,2%
Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali ed immateriali 11.452 6.055 5.397 89,1%
Altri oneri (proventi) di gestione (11.571) (630.987) 619.416 (98,2)%
Totale costi operativi 256.284 (430.929) 687.213 (159,5)%

Le spese per il personale, pari a 98,3 milioni, si incrementano del 49,1% (65,9 milioni a dicembre 2016) %). In totale il numero dei dipendenti del Gruppo a fine 2017 è di 1.470 risorse contro 1.323 risorse al 31 dicembre 2016, +11,1%. L’aumento nel numero medio dei dipendenti, maggiormente rappresentativo della dinamica nei due esercizi, è pari a +57,8%.

Le altre spese amministrative, pari a 152,6 milioni di euro contro i 126,3 milioni di euro al corrispondente periodo 2016 registrano un incremento del 20,9% in particolare legato a costi per assistenza e noleggio software. Sull’incremento dei costi totali si deve tenere presente il consolidamento dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca per il periodo di 12 mesi.

ALTRE SPESE AMMINISTRATIVE (in migliaia di euro) ESERCIZIO  VARIAZIONE 
  31.12.2017 31.12.2016 RESTATED ASSOLUTA %
Spese per servizi professionali 48.001 56.995 (8.994) (15,8)%
Legali e consulenze 30.085 25.511 4.574 17,9%
Revisione 453 428 25 5,8%
Servizi in outsourcing 17.463 31.056 (13.593) (43,8)%
Imposte indirette e tasse 27.422 14.882 12.540 84,3%
Spese per acquisto di beni e altri servizi 77.197 54.399 22.798 41,9%
Assistenza e noleggio software 20.220 5.550 14.670 264,3%
Spese per informazione clienti 12.876 11.376 1.500 13,2%
FITD e Resolution fund 8.753 9.561 (808) (8,5)%
Spese spedizione e archiviazione documenti 7.326 5.254 2.072 39,4%
Spese relative agli immobili 6.245 4.667 1.578 33,8%
Transitional services agreement 3.373 487 2.886 592,6%
Gestione e manutenzione autovetture 3.314 2.407 907 37,7%
Pubblicità e inserzioni 3.061 3.769 (708) (18,8)%
Spese telefoniche e trasmissione dati 2.840 1.923 917 47,7%
Viaggi e trasferte del personale 2.410 1.665 745 44,7%
Costi per cartolarizzazione 2.211 3.335 (1.124) (33,7)%
Viaggi e trasferte esterni 1.070 425 645 151,8%
Altre spese diverse 3.498 3.980 (482) (12,1)%
Totale altre spese amministrative 152.620 126.276 26.344 20,9%
 

La sottovoce spese legali e consulenze aumenta rispetto al precedente esercizio per l’effetto combinato di maggiori costi legati in particolare alla razionalizzazione dei sistemi IT del Gruppo nonché dai costi collegati all’attività di recupero giudiziale dei crediti appartenenti all’Area NPL, solo parzialmente compensati dai minori costi per l’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca. 

La sottovoce “Servizi in outsourcing” risulta in diminuzione rispetto al precedente esercizio per effetto principalmente di minore attività di recupero credito dell’Area NPL per via stragiudiziale alla quale si è privilegiato il recupero per via giudiziaria.

La voce “Imposte indirette e tasse” include, per 9,9 milioni di euro (+30,3% rispetto al 31 dicembre 2016), l’imposta di bollo relativa alla raccolta retail di cui la Banca si è fatta carico fino al 31 dicembre 2017. Inoltre, l’incremento della voce rispetto al precedente esercizio è dovuto all’imposta di registro pagata in relazione alle maggiori attività di recupero per via giudiziale del settore Area NPL.

L’aumento dei costi per assistenza e noleggio software è strettamente legato all’implementazione dei nuovi sistemi IT comuni a tutto il Gruppo.

La sottovoce Transitional services agreement è relativa ai costi sostenuti nella fase di integrazione dell’ex Gruppo Ge Capital Interbanca per l’utilizzo di reti e servizi IT di proprietà del venditore, terminato nell’esercizio.

Gli accantonamenti netti a fondi per rischi e oneri risultano pari a 5,5 milioni di euro (rispetto a 1,8 milioni di euro di dicembre 2016), in particolare riferibili ad alcune controversie legali riconducibili al settore crediti commerciali.

Gli altri proventi netti di gestione, pari a 11,6 milioni di euro (oneri netti per 2,4 milioni al 31 dicembre 2016 al netto del gain on bargain purhcase di 633,4 milioni) sono riferiti principalmente ai ricavi derivanti dal recupero di spese a carico di terzi, la cui relativa voce di costo è inclusa nelle altre spese amministrative. Il dato 2016 era inoltre negativamente influenzato dall’esborso a fronte di una controversia legale per 2,8 milioni nonché a penali per risoluzioni contrattuali per 1,5 milioni.

L’utile lordo dell’esercizio si attesta a 248,6 milioni di euro contro 730,3,5 milioni così come rideterminari al 31 dicembre 2016.

Le imposte sul reddito ammontano a 67,8 milioni di euro verso 32,5 milioni al 31 dicembre 2016.

Il tax rate di Gruppo per l’anno 2017 è pari al 27,28%.

Tale incidenza non risulta confrontabile con quello rilevata nell’esercizio precedente (4.5%) in quanto nel 2016 era stata rilevata la componente straordinaria del gain on bargain purchase nel solo conto economico consolidato e pertanto senza alcun impatto fiscale.

L’utile netto consolidato al 31 dicembre 2017 si attesta a 180,8 milioni di euro rispetto ai corrispondenti valori così come riesposti di 697,7 milioni al 31 dicembre 2016. L’utile al 31 dicembre 2016 era significativamente influenzato (per 633,4 milioni di euro) dagli effetti dell’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca.

(in migliaia di euro) ESERCIZIO 2017  ESERCIZIO 2016 RESTATED 
  PATRIMONIO NETTO DI CUI UTILE D’ESERCIZIO PATRIMONIO NETTO DI CUI UTILE D’ESERCIZIO 
Saldi della Capogruppo 1.337.294 154.906 596.975 71.722
Differenze rispetto ai valori di carico delle società consolidate integralmente 31.425 25.861 631.577 625.992
- IFIS Finance Sp. Zo.o. 9.372 876 6.645 1.772
- ex Gruppo GE Capital Interbanca 21.305 24.237 624.932 624.220
- Two Solar Park 2008 S.r.l. 748 748 n.a. n.a.
Saldi consolidati del Gruppo 1.368.719 180.767 1.228.552 697.714
 

Factsheet
2017

Prezzo 31/12/2017 €40,77

Yield 2,45%

Market Cap €2.2bn

Dividendo €1/azione

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PRINCIPALI EVIDENZE

Milano (IF.MI)

Fitch, BB+ outlook stabile

Prezzo
al 31/12/2017
€40,77

Yield
al 31/12/2017
2,45%

Market Cap
al 31/12/2017
€2.2bn

Dividendo
 
€1/azione

BACKGROUND

  • Banca IFIS (IF.MI) è un player nella finanza specializzata, con focus sul finanziamento delle PMI grazie ad un’offerta completa di soluzioni, dal credito commerciale a breve termine, alla finanza a medio e lungo termine fino alla finanza strutturata.
  • Banca IFIS è inoltre leader nel mercato NPL italiano ed è presente nel settore dei crediti fiscali.
  • Il Gruppo ha un modello di business solido e diversificato, che permette di raggiungere risultati eccellenti in termini di profittabilità e di qualità creditizia.
  • Sono tre i pilastri che guidano le decisioni del management: profittabilità, liquidità e capitale.
  • Fondata nel 1983 by Sebastien Egon Fürstenberg, attuale Presidente, Banca IFIS è quotata alla Borsa di Milano (segmento Star) dal 2003, con una capitalizzazione di €2.2 miliardi alla fine del 2017.
  • L’istituto ha acquisito l’ex Gruppo Interbanca nel 2016, Cap.Ital.Fin S.p.A. all’inizio del 2018 e sempre nel 2018 ha annunciato l’acquisizione di Credifarma S.p.A.
  • Per quanto riguarda la raccolta, la Banca ha lanciato con successo nel 2008 il conto deposito online rendimax; nel 2017 ha completato l’emissione di un bond Tier 2 da 400 milioni, annunciando anche un programma EMTN da €5 miliardi di euro.

Andamento azionario

MDI - Contribuzione per settore

Totale impieghi
Eu Mn

NPL gestiti ed acquistati
(valore contabile lordo) - Eu Bn

Andamento azionario
MDI - Contribuzione per settore
Totale impieghi<br />Eu Mn
NPL gestiti ed acquistati<br />(valore contabile lordo) - Eu Bn

OPPORTUNITÀ DI CRESCITA FUTURE

  • Banca IFIS è ben posizionata per continuare a capitalizzare, attraverso l’acquisizione dei portafogli di NPL, nella ristrutturazione dei bilanci delle banche in Italia e nel resto d’Europa
  • Focus continuo sul credito alle micro, piccole e medie imprese che è meno competitivo, e che le banche tradizionali hanno difficoltà ad erogare.
  • Creazione di valore dall’acquisizione dell’ex Gruppo Interbanca, finalizzata a fine novembre 2016.
  • Completamento dell’offerta di soluzioni alle PMI
  • L’acquisizione porta competenze di valore, dimensione e capitale al Gruppo.
  • Sviluppo nel finanziamento delle diverse catene di produzione in Italia.
  • ONGOING: nel 2018 focus sulle acquisizioni di Credifarma (finanziamento delle farmacie italiane) e Cap.Ital.Fin S.p.A. (cessione del quinto)

Quattro anni di crescita
solida e costante

Azionariato

Quattro anni di crescita<br />solida e costante
Azionariato

Risultano evidenziati nel grafico gli azionisti di Banca IFIS che possiedono direttamente o indirettamente strumenti finanziari rappresentativi del capitale con diritto di voto di Banca IFIS in misura superiore al 3%, o superiori al 2% per gli azionisti che risultano anche Consiglieri della Banca.

Nota Integrativa consolidata
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