A.1 – Parte generale

Sezione 1 – Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

Il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2017 è stato predisposto in conformità ai principi contabili internazionali IAS/IFRS in vigore a tale data emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) ed i relativi documenti interpretativi (IFRIC e SIC), omologati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all’art. 6 del Regolamento Europeo n. 1606/2002. Tale regolamento è stato recepito in Italia con il D.Lgs. n. 38 del 28 febbraio 2005.

Per l’interpretazione e l’applicazione dei principi contabili internazionali si è fatto anche riferimento, seppur non omologato dalla Commissione Europea, al “Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio” (Framework) e alle Implementation Guidance, Basis for Conclusions ed eventuali altri documenti predisposti dallo IASB o dall’IFRIC a completamento dei principi contabili emanati.

I principi contabili applicati per la redazione del presente bilancio sono quelli in vigore al 31 dicembre 2017 (inclusi i documenti interpretativi denominati SIC e IFRIC).

Si sono inoltre considerate le comunicazioni degli Organi di Vigilanza (Banca d’Italia, Consob ed ESMA) che forniscono raccomandazioni sull’informativa da riportare nel bilancio su aspetti di maggior rilevanza o sul trattamento contabile di particolari operazioni.

Il Bilancio consolidato è soggetto all’attestazione, resa da parte degli organi amministrativi delegati e del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, prevista dall’art. 154 bis c.5 del D.Lgs n. 58 del 24 febbraio 1998.

Il Bilancio consolidato è sottoposto a revisione legale da parte della società di revisione EY S.p.A..

Sezione 2 – Principi generali di redazione

Il bilancio consolidato è costituito da:

  • gli Schemi del bilancio consolidato (composto dagli schemi di stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato e dal rendiconto finanziario consolidato);
  • dalla Nota integrativa consolidata;

ed è inoltre corredato dalla Relazione sulla gestione del Gruppo.

Infine, ai sensi dell’art. 123 bis del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (TUF), la Relazione sul Governo societario e gli assetti proprietari è messa a disposizione nella Sezione “Corporate governance” del sito internet aziendale www.bancaifis.it.

Il Bilancio consolidato è stato redatto con l’applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1, facendo riferimento anche al “Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio” (il cosiddetto “Framework” recepito dallo IASB) con particolare riguardo ai principi fondamentali di redazione del bilancio che riguardano la prevalenza della sostanza sulla forma, il concetto della rilevanza e significatività dell’informazione, il principio della competenza economica e nella prospettiva della continuazione dell’attività.

Per la compilazione del Bilancio consolidato si è fatto riferimento agli schemi emanati dalla Banca d’Italia con la Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 4° aggiornamento del 15 dicembre 2015.

La moneta di conto è l’euro, i valori sono espressi in migliaia di euro, se non diversamente indicato. Le tabelle riportate in Nota integrativa possono contenere arrotondamenti di importi; eventuali incongruenze e/o difformità tra i dati riportati nelle diverse tabelle sono conseguenza di tali arrotondamenti.

La Nota integrativa non espone le voci e le tabelle previste dal Provvedimento di Banca d’Italia n. 262/2005 relative a voci non applicabili per il Gruppo Banca IFIS.

Compensazioni tra attività e passività e tra costi e ricavi sono effettuate solo se richiesto o consentito da un principio o da una sua interpretazione.

La classificazione utilizzata per le voci di bilancio è la medesima utilizzata per il precedente esercizio.

Informazioni sulla continuità aziendale

Banca d’Italia, Consob e Isvap con il documento n. 2 del 6 febbraio 2009 "Informazioni da fornire nelle relazioni finanziarie sulla continuità aziendale, sui rischi finanziari, sulle verifiche per riduzione di valore delle attività e sulle incertezze nell’utilizzo di stime", nonché con il successivo documento n.4 del 4 marzo 2010, hanno richiesto agli Amministratori di svolgere valutazioni particolarmente accurate in merito alla sussistenza del presupposto della continuità aziendale, così come previsto dallo IAS 1.

In proposito, esaminati i rischi e le incertezze connessi all’attuale contesto macroeconomico ed avuto riguardo ai piani economico finanziari redatti dalla Capogruppo, si ritiene ragionevole l’aspettativa che il Gruppo Banca IFIS continuerà ad operare in un futuro prevedibile e, conseguentemente, il Bilancio consolidato 2017 è stato predisposto nel presupposto della continuità aziendale.

Le incertezze connesse alle problematiche inerenti ai rischi di credito e di liquidità sono infatti ritenute tali da non generare dubbi sulla continuità aziendale, anche in considerazione dei buoni livelli di redditività conseguiti costantemente del Gruppo, della qualità degli impieghi e delle attuali possibilità di accesso alle risorse finanziarie.

Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento

Il Bilancio consolidato del Gruppo Banca IFIS è stato redatto sulla base delle situazioni contabili al 31 dicembre 2017 predisposte dagli amministratori delle società incluse nell’area di consolidamento, variata, rispetto alla fine del precedente esercizio, per la fusione per incorporazione in Banca IFIS S.p.A. delle controllate IFIS Factoring S.r.l. ed Interbanca S.p.A., per l’acquisizione del controllo di Two Solar Park 2008 S.r.l. e la costituzione della controllata totalitaria IFIS NPL S.p.A..

La struttura del Gruppo al 31 dicembre 2017 è quindi composta dalla controllante Banca IFIS S.p.A., dalle società controllate al 100% IFIS Finance Sp. Z o. o., IFIS Leasing S.p.A., IFIS Rental Services S.r.l., IFIS NPL S.p.A. e Two Solar Park 2008 S.r.l..

Tutte le società sono consolidate utilizzando il metodo integrale.

Come illustrato alla parte G della presente nota integrativa, il controllo di Two Solar Park 2008 S.r.l. è stato acquisito in data 28 luglio 2017, a seguito del completamento della ristrutturazione del debito della società stessa.

Banca IFIS ha comunicato a dicembre 2017 la costituzione di IFIS NPL, la società di Banca IFIS destinata ad accogliere lo scorporo dell’Area NPL dell’istituto

Il bilancio della controllata IFIS Finance Sp. Z o.o. espresso in valuta estera viene convertito in euro applicando alle voci dell’attivo e del passivo patrimoniale il cambio di fine periodo, mentre per le poste di conto economico viene utilizzato il cambio medio, ritenuto una valida approssimazione del cambio in essere alla data dell’operazione. Le risultanti differenze di cambio, derivanti dall’applicazione di cambi diversi per le attività e passività e per il conto economico, nonché le differenze di cambio derivanti dalla conversione del patrimonio netto della partecipata, sono imputate a riserve di patrimonio netto.

I rapporti patrimoniali attivi e passivi, le operazioni fuori bilancio, i proventi e gli oneri, nonché i profitti e le perdite intercorsi tra società incluse nell’area di consolidamento sono elisi.

A partire dai bilanci degli esercizi che hanno avuto inizio dal 1 luglio 2009, le aggregazioni aziendali devono essere contabilizzate applicando i principi stabiliti dall’IFRS 3; la rilevazione contabile delle operazioni di acquisizione di partecipazioni, di cui si è acquisito il controllo e che si possono configurare come “aggregazioni aziendali”, deve essere effettuata utilizzando l’“acquisition method”, che prevede:

  • l’identificazione dell’acquirente;
  • la determinazione della data di acquisizione;
  • la rilevazione e la valutazione delle attività identificabili acquisite, delle passività identificabili assunte e qualsiasi partecipazione di minoranza nell’acquisita;
  • la rilevazione e la valutazione dell’avviamento o di un utile derivante da un acquisto a prezzi favorevoli.

Per quanto riguarda la controllata IFIS Finance Sp. Z o. o., dal processo di consolidamento è emerso un valore di avviamento, valutato al cambio di fine periodo, pari a euro 834 mila euro, iscritto alla voce 130 “Attività immateriali”.

1. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva

Denominazioni impreseSede legaleSede operativaTipo di rapporto (1)Rapporto di partecipazioneDisponibilità
voti %(2)
        Impresa
partecipante 
Quota %  
IFIS Finance Sp. Z o.o. Varsavia Varsavia 1 Banca IFIS S.p.A. 100% 100%
IFIS Leasing S.p.A. Mondovì - CN Mondovì - CN 1 Banca IFIS S.p.A. 100% 100%
IFIS Rental Services S.r.l. Milano Milano 1 Banca IFIS S.p.A. 100% 100%
IFIS NPL S.p.A. Mestre Firenze, MIlano e Mestre 1 Banca IFIS S.p.A. 100% 100%
Two Solar Park 2008 S.r.l. Conegliano - TV Conegliano - TV 4 Altra 0% 0%
Indigo Loan S.r.l. Conegliano - TV Conegliano - TV 4 Altra 0% 0%

Legenda

(1) Tipo di rapporto:

1 = maggioranza dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria

2 = influenza dominante nell’assemblea ordinaria

3 = accordi con altri soci

4 = altre forme di controllo

5 = direzione unitaria ex art. 26, comma 1, del “decreto legislativo 87/92”

6 = direzione unitaria ex art. 26, comma 2, del “decreto legislativo 87/92”

(2) Disponibilità voti nell’assemblea ordinaria, distinguendo tra effettivi e potenziali


2. Valutazioni e assunzioni significative per determinare l’area di consolidamento

Al fine di determinare l’area di consolidamento Banca IFIS ha verificato se ricorrono i requisiti previsti dall’IFRS 10 per esercitare il controllo sulle società partecipate o su altre entità con cui intrattiene rapporti contrattuali di qualunque natura.

La definizione di controllo prevede che un’entità controlla un’altra entità qualora ricorrano contemporaneamente le seguenti condizioni:

  1. il potere di governare le attività rilevanti delle entità;
  2. l’esposizione alla variabilità dei risultati;
  3. la capacità di influenzarne i risultati.

L’analisi condotta ha portato ad includere nel perimetro di consolidamento al 31 dicembre 2017 le società controllate elencate al precedente paragrafo, nonché le SPV (Special Purpose Vehicle) istituite per le operazioni di cartolarizzazione; tali SPV non sono società giuridicamente facenti parte del Gruppo Banca IFIS.

Sezione 4 – Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio

Non sono intervenuti fatti nel periodo tra la chiusura dell’esercizio e la data di redazione del bilancio consolidato dei quali non si sia tenuto conto ai fini della redazione dello stesso.

Si rinvia all’informativa esposta nella Relazione sulla gestione del Gruppo relativamente agli eventi avvenuti successivamente alla chiusura dell’esercizio e fino alla data di redazione del bilancio.

Sezione 5 – Altri aspetti

Rischi ed incertezze legati all’utilizzo di stime

L’applicazione dei principi contabili implica talvolta il ricorso a stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori iscritti in bilancio e sull’informativa fornita in merito alle attività e passività potenziali. Ai fini delle assunzioni alla base delle stime formulate viene considerata ogni informazione disponibile alla data di redazione del Bilancio consolidato nonché ogni altro fattore considerato ragionevole a tale fine.

In particolare sono stati adottati processi di stima a supporto del valore di iscrizione di alcune poste iscritte nel Bilancio consolidato al 31 dicembre 2017, così come previsto dai principi contabili. Detti processi si fondano sostanzialmente su stime di recuperabilità futura dei valori iscritti e sono stati effettuati in un’ottica di continuità aziendale. Tali processi sostengono i valori di iscrizione al 31 dicembre 2017.

Con periodicità almeno annuale, in sede di redazione del bilancio le stime sono riviste.

Il rischio di incertezza nella stima, da un punto di vista della significatività delle voci in bilancio e dell’aspetto di valutazione richiesto al management, è sostanzialmente presente nella determinazione del valore di:

  • fair value relativo agli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • crediti dell’Area NPL;
  • crediti gestiti dalla BU Pharma, con particolare riferimento alla componente di interessi di mora ritenuta recuperabile;
  • attivi deteriorati relativi ai settori Crediti Commerciali, Corporate Banking e Leasing;
  • fondi per rischi e oneri;
  • trattamento di fine rapporto;
  • avviamento e altre attività immateriali.

In riferimento ai crediti della BU Pharma, il Gruppo ha provveduto nel corso del 2016 ad implementare un nuovo modello di stima dei flussi di cassa dei crediti acquistati nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale gestiti dalla BU Pharma. In particolare si è provveduto ad includere, sin dall’acquisto dei crediti, la stima degli interessi di mora ritenuta recuperabile, sulla base delle evidenze storiche del Gruppo e differenziate a seconda delle tipologie di azioni di recupero intraprese dalla BU Pharma (transattiva o giudiziale). Le assunzioni sottostanti la stima della recuperabilità di tale componente sono state complessivamente conservative. La metodologia di stima dei flussi di cassa adottati da Banca IFIS sono conformi a quanto disposto nel documento congiunto Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 7 del 9 novembre 2016 “Trattamento in bilancio degli interessi di mora ex D.Lgs. 231/2002 su crediti non deteriorati acquisiti a titolo definitivo”.

Con particolare riferimento alla determinazione di valore dei crediti afferenti all’Area NPL, il risk management valuta periodicamente, nell’ambito del processo di valutazione dell’adeguatezza patrimoniale, anche il c.d. rischio modello effettuando delle analisi ad hoc, in quanto le caratteristiche del modello di business determinano un elevato grado di variabilità con riferimento sia all’importo che alla data di effettivo incasso. Infatti il modello proprietario stima i flussi di cassa proiettando lo “smontamento temporale” del valore nominale del credito in base al profilo di recupero storicamente osservato in cluster omogenei. A questo si aggiunge, relativamente alle posizioni caratterizzate da raccolta, un modello a “carattere deterministico” basato sulla valorizzazione delle rate future del piano di rientro, al netto del tasso di insoluto storicamente osservato. In tale ottica assume particolare rilevanza una puntuale ed attenta gestione dei flussi di cassa. Al fine di assicurare una corretta valutazione dei flussi attesi, anche in ottica di un pricing corretto delle operazioni poste in essere, l’evoluzione degli incassi rispetto ai flussi previsionali viene posta sotto attento monitoraggio.

Si rimanda a quanto più diffusamente descritto nei criteri di valutazione dei crediti del settore.

Entrata in vigore di nuovi principi contabili

Principi emanati, entrati in vigore ed applicabili al presente bilancio

Il Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2017 è stato predisposti in conformità ai principi contabili internazionali IAS/IFRS in vigore al 31 dicembre 2017. Si veda quanto riportato al paragrafo Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali.

Il Gruppo ha adottato per la prima volta alcuni principi contabili e modifiche che sono in vigore per gli esercizi che hanno inizio dal 1 gennaio 2017. Si riporta nel seguito l’indicazione dei nuovi principi contabili e delle modifiche apportate a principi contabili già esistenti omologati dall’UE, sottolineando che non hanno avuto impatti materiali sui dati riportati nel Bilancio consolidato del Gruppo.

  • modifiche allo IAS 7 Rendiconto finanziario: miglioramento della disclosure in relazone alle modifiche del debito della società;
  • modifiche allo IAS 12 Imposte sul reddito: chiarificazione dell’accounting delle Deferred Tax Assets da perdite non realizzate su strumenti finanziari di debito valutati al fair value;
  • miglioramenti annuali agli IFRS- Ciclo 2014-2016, che hanno riguardato il principio contabile internazionale IFRS 12 Informativa sulle partecipazioni in altre entità: chiarificazione dello scope dei requisiti d’informativa del principi stesso.

Il Gruppo non ha adottato anticipatamente alcun altro principio, interpretazione o modifica pubblicato ma non omologato da parte dell’Unione Europea.

Principi emanati ma non ancora in vigore

IFRS 9 - Strumenti Finanziari applicabile dal 1 gennaio 2018

In conformità a quanto richiesto dallo IAS 8, paragrafi 30 e 31, ed in ottemperanza alle indicazioni fornite dall’ESMA (European Securities and Markets Authority), si descrive nel seguito l’informativa in merito all’implementazione del principio IFRS 9 – Strumenti Finanziari per il Gruppo Banca IFIS.

Le disposizioni normative

Il nuovo standard contabile IFRS 9, emanato dallo IASB a luglio 2014 ed omologato dalla Commissione Europea tramite il Regolamento n. 2067/2016, sostituisce, a partire dal 1 gennaio 2018, lo IAS 39 nella disciplina della classificazione e valutazione degli strumenti finanziari, ed è articolato nelle tre diverse aree, la classificazione e misurazione degli strumenti finanziari, l’impairment e l’hedge accounting.

In merito alla classificazione, l’IFRS 9 prevede che la stessa sia guidata, da un lato, dalle caratteristiche dei relativi flussi di cassa contrattuali e, dall’altro, dall’intento gestionale (business model) per il quale tali attività sono detenute.

Le attività finanziarie secondo l’IFRS 9 possono essere classificate – secondo i due drivers sopra indicati – in tre categorie:

  • Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato,
  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (per gli strumenti di debito la riserva è trasferita a conto economico in caso di cessione dello strumento) e, infine,
  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Le attività finanziarie possono essere iscritte nelle prime due categorie ed essere misurate al costo ammortizzato o al fair value con imputazione a patrimonio netto solo se è dimostrato che le stesse danno origine a flussi finanziari che sono esclusivamente pagamenti di capitale e interessi (cosiddetto “solely payment of principal and interest” – “SPPI test”). I titoli di capitale sono sempre iscritti nella terza categoria e misurati al fair value con imputazione a conto economico, salvo che l’entità scelga (irrevocabilmente, in sede di iscrizione iniziale), per le azioni non detenute con finalità di trading, di presentare le variazioni di valore in una riserva di patrimonio netto, che non verrà mai trasferita a conto economico, nemmeno in caso di cessione dello strumento finanziario (Attività finanziarie valutate al fair value con impatti sulla redditività complessiva senza “recycling”).

Con riferimento all’impairment, per gli strumenti valutati al costo ammortizzato e al fair value con imputazione a patrimonio netto (diversi dagli strumenti di capitale), viene introdotto un modello basato sul concetto di “expected loss” (perdita attesa), in luogo dell’attuale “incurred loss”, in modo da riconoscere con maggiore tempestività la relativa svalutazione. L’IFRS 9 richiede di contabilizzare le perdite attese nei soli 12 mesi successivi (stage 1) sin dall’iscrizione iniziale dello strumento finanziario. L’orizzonte temporale di calcolo della perdita attesa diventa, invece, l’intera vita residua dell’asset oggetto di valutazione, ove la qualità creditizia dello strumento finanziario abbia subito un deterioramento “significativo” rispetto alla misurazione iniziale (stage 2) o nel caso risulti “impaired” (stage 3).

L’introduzione delle nuove regole d’impairment comportano:

  • l’allocazione delle attività finanziarie performing in differenti stadi di rischio creditizio («staging»), cui corrispondono rettifiche di valore basate sulle perdite attese nei 12 mesi successivi (cosiddetto “Primo stadio” – “Stage 1”), ovvero «lifetime» per tutta la durata residua dello strumento (cosiddetto “Secondo stadio” – “Stage 2”), sulla base del significativo incremento del rischio di credito («SICR») determinato tramite il confronto tra le Probabilità di Default alla data di prima iscrizione ed alla data di reporting, ovvero da elementi di anomalia intercettati dai cd. early warning o da scaduto superiore ai 30 giorni;
  • l’allocazione delle attività finanziarie deteriorate nel cosiddetto “Terzo stadio” – “Stage 3, con rettifiche di valore di tipo analitico, ovvero percentuali “forfettarie” basate sui tassi di perdita storicamente osservati relativi ai vari stati in cui si trova la pratica.

Il progetto di implementazione

Stanti gli impatti delle novità introdotte dall’IFRS 9, sia sul business sia di tipo organizzativo e di reporting, il Gruppo Banca IFIS ha avviato, già a partire dall’esercizio 2016, un apposito progetto volto ad approfondire le diverse aree di influenza del principio, a definire i suoi impatti qualitativi e quantitativi, nonché ad individuare ed implementare gli interventi applicativi ed organizzativi necessari per un’adozione coerente, organica ed efficace all’interno del Gruppo nel suo complesso e per ciascuna delle entità partecipate che lo compongono.

Si ritiene inoltre opportuno ricordare le scelte di carattere “generale” effettuate dal Gruppo Banca IFIS in tema di rappresentazione degli impatti derivanti dall’applicazione delle nuove regole di impairment, sui fondi propri secondo le recenti modifiche introdotte alla normativa prudenziale e di rappresentazione dei saldi comparativi nell’esercizio di prima applicazione del principio. In particolare:

  • in data 12 dicembre 2017 il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno emanato il Regolamento (UE) 2017/2395 “Disposizioni transitorie volte ad attenuare l'impatto dell'introduzione dell'IFRS 9 sui fondi propri” che aggiorna il Regolamento 575/2013 CRR, inserendo il nuovo articolo 473 bis «Introduzione dell’IFRS9», che offre la possibilità alle banche di mitigare gli impatti sui fondi propri derivanti dall’introduzione del principio contabile IFRS 9 in un periodo transitorio di 5 anni (da marzo 2018 a dicembre 2022) re-includendo nel CET1 un ammontare progressivamente decrescente dell’impatto stesso. Il Gruppo Banca IFIS ha scelto di adottare l’approccio statico più dinamico, comprendente quindi:
    • l’impatto della prima applicazione risultante dal confronto tra rettifiche di valore IAS 39 al 31 dicembre 2017 e IFRS 9 all’1 gennaio 2018 incluse le rettifiche per i crediti deteriorati (inseriti nello stage 3) e
    • l’impatto risultante dal confronto tra le rettifiche di valore all’1 gennaio 2018 e i successivi periodi di reporting fino al 31 dicembre 2022 (limitatamente però in questo caso ai soli incrementi di rettifiche di valore delle esposizioni classificate negli stadi 1 e 2, escludendo quindi le rettifiche per i crediti deteriorati inclusi nello stadio 3).
  • infine, con riferimento alle modalità di rappresentazione degli effetti di prima applicazione del principio, il Gruppo adotterà la facoltà prevista al paragrafo 7.2.15 dell’IFRS 9 secondo cui – ferma restando l’applicazione delle nuove regole di misurazione e rappresentazione di IFRS 9 - non è prevista la riesposizione obbligatoria su basi omogenee dei dati di confronto nel bilancio di prima applicazione del nuovo standard. Secondo le indicazioni contenute nell’atto di emanazione del 5° aggiornamento della Circolare 262 “Il bilancio bancario: schemi e regole per la compilazione” di fine dicembre 2017, le banche che faranno ricorso all’esenzione dall’obbligo di rideterminazione dei valori comparativi dovranno, comunque, includere, nel primo bilancio redatto in base alla nuova Circolare 262, un prospetto di raccordo che evidenzi la metodologia utilizzata e fornisca una riconciliazione tra i dati dell’ultimo bilancio approvato ed il primo bilancio redatto in base alle nuove disposizioni. Sono peraltro rimessi all’autonomia dei competenti organi aziendali la forma ed il contenuto di tale informativa.

In data 31 gennaio 2018 Banca IFIS ha provveduto ad informare la Banca d’Italia della decisione assunta.

Passando ad analizzare l’evoluzione del progetto IFRS 9, di seguito viene fornita una breve disamina delle attività effettuate ed in fase di finalizzazione in relazione alle principali aree di impatto così come precedentemente definite.

Classificazione e Misurazione

Al fine di rispettare il dettato dell’IFRS 9 – per cui la classificazione delle attività finanziarie è guidata, da un lato, dalle caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa degli strumenti e, dall’altro, dall’intento gestionale con il quale sono detenuti – si sono declinate le modalità di effettuazione del test sulle caratteristiche contrattuali dei cash flow (cosiddetto SPPI Test) e sono stati formalizzati i modelli di business adottati dalle diverse business area.

Per quel che attiene al test SPPI sulle attività finanziarie, è stata definita la metodologia da utilizzare ed è stata – al contempo – finalizzata l’analisi della composizione dei portafogli di titoli e crediti attualmente in essere, al fine di individuarne la corretta classificazione al momento della del nuovo principio.

Per quanto riguarda i titoli di debito, è stato effettuato un esame di dettaglio delle caratteristiche dei flussi di cassa degli strumenti classificati al costo ammortizzato e nella categoria delle Attività finanziarie disponibili per la vendita secondo lo IAS 39, al fine di identificare le attività che, non superando il test SPPI, devono essere valutate al fair value con impatti a conto economico secondo l’IFRS 9.

Dalle analisi condotte, solamente una quota non significativa – rispetto al complesso del portafoglio di Gruppo – dei titoli di debito non supera il test SPPI, principalmente riconducibile a contractually linked instruments che creano concentrazioni del rischio del credito in capo al sottoscrittore in misura maggiore a quella che si sarebbe avuta in caso di sottoscrizione del portafoglio di strumenti finanziari sottostanti.

Dal perimetro di applicazione dei test SPPI sono stati esclusi a priori i fondi di investimento, classificati ad oggi ai sensi dello IAS 39 tra le Attività disponibili per la vendita, in quanto, sulla base degli approfondimenti condotti e dei chiarimenti forniti dall’IFRS Interpretation Committee, è emerso che tali fondi (fondi aperti e fondi chiusi) devono essere valutati obbligatoriamente al fair value con impatto a conto economico, con un conseguente futuro incremento di volatilità di conto economico.

Per il comparto crediti, il progetto ha svolto analisi modulari tenendo conto della significatività dei portafogli, della loro omogeneità e della Divisione di business. In proposito si sono utilizzati approcci differenziati per i portafogli crediti retail e corporate e, in questo contesto, sono emerse solo marginali fattispecie che, in virtù di specifiche clausole contrattuali o della natura del finanziamento, determinano il fallimento del test SPPI. Pertanto, anche per il comparto dei crediti non si rilevano impatti significativi in fase di FTA.

Per quanto riguarda il secondo driver di classificazione delle attività finanziarie (business model), è terminato il processo di definizione dei business model da adottare in vigenza dell’IFRS 9. Per i portafogli “Held to Collect”, sono state definite le soglie per considerare ammesse le vendite frequenti ma non significative (individualmente e in aggregato), oppure infrequenti anche se di ammontare significativo; contestualmente, si sono stabiliti i parametri per individuare le vendite coerenti con tale modello di business in quanto riconducibili ad un incremento del rischio di credito. Sulla base delle analisi svolte:

  • i portafogli titoli oggi classificati al costo ammortizzato presentano generalmente una movimentazione ridotta, coerente con la strategia di gestione di un business model “Held to Collect”. In linea di principio, inoltre, l’attuale modalità di gestione dei crediti, sia verso controparti retail che corporate, è riconducibile essenzialmente ad un modello di business Held to Collect;
  • con riferimento invece ai titoli di debito attualmente classificati come Attività disponibili per la vendita è stata definita l’adozione di un business model “Held to Collect and Sell” per la maggior parte dei portafogli, ad esclusione dei fondi di investimento i quali, in ossequio ai chiarimenti dell’IFRS Interpretation Committee è modesto data la limitata esposizione del Gruppo Banca IFIS a tale tipologia di investimenti;
  • per quel che attiene ai titoli di capitale è stato scelto irrevocabilmente, per la totalità delle azioni iscritte alla data di bilancio fra le Attività finanziarie disponibili per la vendita secondo lo IAS 39, di presentare le successive variazioni di valore in una riserva di patrimonio netto, che non verrà mai trasferita a conto economico, nemmeno in caso di cessione dello strumento finanziario (Attività finanziarie valutate al fair value con impatti sulla redditività complessiva senza “recycling”). Sono stati, inoltre, definiti i criteri generali che devono guidare la scelta “a regime”, ovvero con riguardo agli eventuali titoli di capitale non detenuti con finalità di trading acquisiti successivamente al, ed è stato formalizzato il relativo processo organizzativo

In termini più generali, in relazione agli intenti gestionali per cui le attività finanziarie sono detenute, si segnala che è stato finalizzato un apposito documento, approvato dai competenti livelli di governance, con l’obiettivo di definire e declinare gli elementi costitutivi del business model, specificandone il ruolo con riferimento al modello di classificazione disciplinato dal principio IFRS 9.

Si segnala, , che, al termine di un apposito processo valutativo, si è deciso di non avvalersi della Fair Value Option (con separata rilevazione a patrimonio netto delle variazioni di fair value attribuibili al proprio merito di credito) per lo stock di passività finanziarie in essere al 1 gennaio 2018.

Impairment

Per quel che riguarda l’area dell’Impairment:

  • sono state definite le modalità di misurazione dell’evoluzione (cosiddetto “tracking”) della qualità creditizia delle posizioni presenti nei portafogli di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ed al fair value con contropartita il patrimonio netto;
  • sono stati definiti i parametri per la determinazione del significativo incremento del rischio di credito, ai fini della corretta allocazione delle esposizioni in bonis nello stage 1 o nello stage 2. Con riferimento, invece, alle esposizioni impaired, l’allineamento delle definizioni di default contabile e regolamentare – già ad oggi presente – consente di considerare identiche le correnti logiche di classificazione delle esposizioni nel novero di quelle “deteriorate” rispetto alle logiche di classificazione delle esposizioni all’interno dello stage 3;
  • sono stati elaborati i modelli da utilizzare ai fini sia della stage allocation sia del calcolo dell’expected credit loss (ECL) ad un anno (da applicare alle esposizioni in stage 1) e lifetime (da applicare alle esposizioni in stage 2 e stage 3).

Con riferimento al “tracking” della qualità creditizia, si è proceduto ad un’analisi puntuale della qualità creditizia di ciascun singolo rapporto, ai fini dell’identificazione dell’eventuale “significativo deterioramento” dello stesso dalla data di prima iscrizione e della conseguente necessità di classificazione nello stage 2, nonché specularmente, dei presupposti per il rientro nello stage 1 dallo stage 2. La scelta operata prevede, caso per caso ed a ogni data di reporting, il confronto – ai fini di “staging” – tra la qualità creditizia dello strumento finanziario all’atto della valutazione e quella al momento iniziale dell’erogazione o dell’acquisto. In relazione a quanto appena esposto, gli elementi che costituiranno le determinanti principali da prendere in considerazione ai fini delle valutazioni sui “passaggi” tra stages differenti sono le seguenti:

  • la variazione delle probabilità di default rispetto al momento dell’iscrizione iniziale in bilancio dello strumento finanziario. Si tratta, dunque, di una valutazione effettuata adottando un criterio “relativo”, che si configura come il “driver” principale;
  • l’eventuale presenza di uno scaduto che – fermo restando le soglie di significatività identificate dalla normativa – risulti tale da almeno 30 giorni. In presenza di tale fattispecie, in altri termini, la rischiosità creditizia dell’esposizione si ritiene presuntivamente “significativamente incrementata” e, dunque, ne consegue il “passaggio” nello stage 2 (ove l’esposizione precedentemente fosse ricompresa nello stage 1);
  • l’eventuale presenza di misure di “forbearance” e/o di classificazioni all’interno di “watchlist” che – sempre in via presuntiva – comportano la classificazione dell’esposizione tra quelle il cui rischio di credito risulta “significativamente incrementato” rispetto all’iscrizione iniziale.

Infine, con riferimento al solo momento di prima applicazione del principio, per talune categorie di esposizioni (puntualmente identificate e principalmente riconducibili ai titoli quotati in mercato attivo), sarà utilizzata la c.d. “low credit risk exemption” prevista nell’IFRS 9 medesimo, in base alla quale saranno identificate come esposizioni a basso rischio di credito e dunque da considerare nello stage 1 le esposizioni che, alla data di transizione al nuovo standard, risulteranno possedere un rating pari o superiore a “investment grade” (o di qualità similare). stato scelto di operareper le esposizioni infragruppo, in crediti o in titoli, in considerazione del fatto che tali esposizioni condividono nella sostanza il medesimo rischio di “ultima istanza” rappresentato dalla Capogruppo e dal relativo rating (nel novero di quelli considerati “investment grade”).

Come evidenziato in tema di business model, si segnala che anche per quel che attiene all’impairment è stato predisposto un apposito documento nel rispetto del dettato dell’IFRS 9, approvato dai competenti livelli di governance.

Gli effetti della prima applicazione

Sulla base di quanto sopra rappresentato, di seguito viene fornita la stima degli impatti previsti per la prima applicazione dell’IFRS 9, sul patrimonio netto consolidato del Gruppo Banca IFIS al 1 gennaio 2018. Tali effetti, che riguardano sia l’ammontare che la composizione del patrimonio netto, derivano principalmente:

  • dall’obbligo di rideterminare le rettifiche di valore sulle attività finanziarie in portafoglio (sia performing che deteriorate) utilizzando il modello delle “expected credit losses” in sostituzione del previgente modello delle “incurred credit losses”. In particolare, per quel che attiene alle esposizioni performing, l’incremento/decremento delle rettifiche di valore è ascrivibile

    • alla classificazione in stage 2 di una quota di portafoglio con conseguente rettifica “lifetime”;
    • all’applicazione di rettifiche anche a portafogli precedentemente non assoggettati ad im-pairment (crediti vs banche, titoli di stato, garanzie ricevute);
    • all’allineamento a livello di Gruppo delle metodologie di calcolo;
  •  dall’esigenza di riclassificare alcune attività finanziarie in portafoglio sulla base del risultato combinato dei due driver di classificazione previsti dal principio: il business model sulla base del quale tali strumenti sono gestiti e le caratteristiche contrattuali dei relativi flussi di cassa (SPPI test).

L’effetto combinato di quanto sopra rappresentato sul Patrimonio netto consolidato del Gruppo Banca IFIS è pari a circa 5 milioni di euro positivi, al lordo del relativo effetto fiscale.

IFRS 15 Revenue from Contracts with Customers applicabile dal 1 gennaio 2018

L’IFRS 15 prevede la rilevazione dei ricavi per un importo che riflette il corrispettivo a cui l’entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente. Il nuovo principio sostituirà tutti gli attuali requisiti presenti negli IFRS in tema di riconoscimento dei ricavi. Il gruppo ha avviato una at-tentata analisi nel corso del 2017 dalla quale sulla base delle tipologie di prodotti presenti nel gruppo non si rilevano allo stato attuale impatti significativi.

IFRS 16 - Leases applicabile dal 1 gennaio 2019

L’IFRS 16 definisce i principi per la rilevazione, la misurazione, la presentazione e l’informativa dei lea-sing e richiede ai locatari di contabilizzare tutti i contratti di leasing in bilancio sulla base di un singolo modello simile a quello utilizzato per contabilizzare i leasing finanziari in accordo con lo IAS 17. Il prin-cipio prevede due esenzioni per la rilevazione da parte dei locatari – contratti di leasing relativi ad attivi-tà di “scarso valore” (ad esempio i personal computer) ed i contratti di leasing a breve termine (ad esempio i contratti con scadenza entro i 12 mesi od inferiore). Alla data di inizio del contratto di leasing, il locatario rileverà una passività a fronte dei pagamenti del leasing (cioè la passività per leasing) ed un’attività che rappresenta il diritto all’utilizzo dell’attività sottostante per la durata del contratto (cioè il diritto di utilizzo dell’attività). I locatari dovranno contabilizzare separatamente le spese per interessi sul-la passività per leasing e l’ammortamento del diritto di utilizzo dell’attività

“Improvements” agli IFRS (2014-2016 emessi dallo IASB il 8 dicembre 2016) applicabile dal 1 gennaio 2018

Questi miglioramenti includono:

  • IFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards - Deletion of short-term exemptions for first-time adopters: sono state cancellate le esenzioni a breve termine previste dai paragrafi E3-E7 dell’IFRS1 in quanto hanno assolto al loro scopo. La modifica è in vigore dal 1 gennaio 2018. Questa modifica non è applicabile al Gruppo.
  • IAS 28 Investments in Associates and Joint Ventures - Clarification that measuring investees at fair value through profit or loss is an investment-by-investment choice. Le modifiche chiarisco-no che:

    • Un’entità che è un’organizzazione di venture capital, od un’altra entità qualificata, potrebbe decidere, al momento della rilevazione iniziale e con riferimento al singolo investimento, di valutare le proprie partecipazioni in collegate e joint venture al fair value rilevato a conto economico. 
    • Se un’entità che non si qualifica come entità di investimento, ha una partecipazione in una collegata o joint venture che è un’entità di investimento, l’entità può, quando applica il me-todo del patrimonio netto, decidere di mantenere la valutazione al fair value applicata da quell’entità di investimento (sia questa una collegata o una joint venture) nella misurazione delle proprie (della collegata o joint venture) partecipazioni. Questa scelta è fatta separata-mente per ogni collegata o joint venture che è un’entità di investimento all’ultima (in termi-ne di manifestazione) delle seguenti date: (a) di rilevazione iniziale della partecipazione nella collegata o joint venture che è un’entità di investimento; (b) in cui la collegata o joint ventu-re diventa un’entità di investimento; e (c) in cui la collegata o joint venture che è un’entità di investimento diventa per la prima volta capogruppo.

Le modifiche dovrebbero essere applicate retrospetticamente dal 1 gennaio 2018; l’applicazione anticipata è consentita. Se un’entità applica queste modifiche anticipatamente, deve dare informativa del fatto. Queste modifiche non sono applicabili al Gruppo.

Termini di approvazione e pubblicazione del bilancio d’esercizio

L’art. 154-ter del D.Lgs. 59/98 (T.U.F.) prevede che entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio sia approvato il bilancio d’esercizio della Capogruppo e sia pubblicata la Relazione finanziaria annuale consolidata comprendente il progetto di bilancio d’esercizio, la relazione sulla gestione e l’attestazione prevista dall’articolo 154-bis, comma 5. Il progetto di bilancio d’esercizio della Capogruppo e il bilancio consolidato sono approvati dal Consiglio di Amministrazione del 6 marzo 2018; il bilancio d’esercizio della Capogruppo sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea dei Soci convocata per il giorno 19 aprile 2018, in prima convocazione.

Non si sono verificati ulteriori aspetti che richiedano l’informativa di cui allo IAS 8 paragrafi 28, 29, 30, 31, 39, 40 e 49.

Factsheet
2017

Prezzo 31/12/2017 €40,77

Yield 2,45%

Market Cap €2.2bn

Dividendo €1/azione

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PRINCIPALI EVIDENZE

Milano (IF.MI)

Fitch, BB+ outlook stabile

Prezzo
al 31/12/2017
€40,77

Yield
al 31/12/2017
2,45%

Market Cap
al 31/12/2017
€2.2bn

Dividendo
 
€1/azione

BACKGROUND

  • Banca IFIS (IF.MI) è un player nella finanza specializzata, con focus sul finanziamento delle PMI grazie ad un’offerta completa di soluzioni, dal credito commerciale a breve termine, alla finanza a medio e lungo termine fino alla finanza strutturata.
  • Banca IFIS è inoltre leader nel mercato NPL italiano ed è presente nel settore dei crediti fiscali.
  • Il Gruppo ha un modello di business solido e diversificato, che permette di raggiungere risultati eccellenti in termini di profittabilità e di qualità creditizia.
  • Sono tre i pilastri che guidano le decisioni del management: profittabilità, liquidità e capitale.
  • Fondata nel 1983 by Sebastien Egon Fürstenberg, attuale Presidente, Banca IFIS è quotata alla Borsa di Milano (segmento Star) dal 2003, con una capitalizzazione di €2.2 miliardi alla fine del 2017.
  • L’istituto ha acquisito l’ex Gruppo Interbanca nel 2016, Cap.Ital.Fin S.p.A. all’inizio del 2018 e sempre nel 2018 ha annunciato l’acquisizione di Credifarma S.p.A.
  • Per quanto riguarda la raccolta, la Banca ha lanciato con successo nel 2008 il conto deposito online rendimax; nel 2017 ha completato l’emissione di un bond Tier 2 da 400 milioni, annunciando anche un programma EMTN da €5 miliardi di euro.

Andamento azionario

MDI - Contribuzione per settore

Totale impieghi
Eu Mn

NPL gestiti ed acquistati
(valore contabile lordo) - Eu Bn

Andamento azionario
MDI - Contribuzione per settore
Totale impieghi<br />Eu Mn
NPL gestiti ed acquistati<br />(valore contabile lordo) - Eu Bn

OPPORTUNITÀ DI CRESCITA FUTURE

  • Banca IFIS è ben posizionata per continuare a capitalizzare, attraverso l’acquisizione dei portafogli di NPL, nella ristrutturazione dei bilanci delle banche in Italia e nel resto d’Europa
  • Focus continuo sul credito alle micro, piccole e medie imprese che è meno competitivo, e che le banche tradizionali hanno difficoltà ad erogare.
  • Creazione di valore dall’acquisizione dell’ex Gruppo Interbanca, finalizzata a fine novembre 2016.
  • Completamento dell’offerta di soluzioni alle PMI
  • L’acquisizione porta competenze di valore, dimensione e capitale al Gruppo.
  • Sviluppo nel finanziamento delle diverse catene di produzione in Italia.
  • ONGOING: nel 2018 focus sulle acquisizioni di Credifarma (finanziamento delle farmacie italiane) e Cap.Ital.Fin S.p.A. (cessione del quinto)

Quattro anni di crescita
solida e costante

Azionariato

Quattro anni di crescita<br />solida e costante
Azionariato

Risultano evidenziati nel grafico gli azionisti di Banca IFIS che possiedono direttamente o indirettamente strumenti finanziari rappresentativi del capitale con diritto di voto di Banca IFIS in misura superiore al 3%, o superiori al 2% per gli azionisti che risultano anche Consiglieri della Banca.

Nota Integrativa consolidata
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