Sezione 1 – Debiti verso banche - Voce 10

1.1 Debiti verso banche: composizione merceologica

Tipologia operazioni/Componenti del gruppo 31.12.2016 31.12.2015
     
1. Debiti verso banche centrali 1.179 119.792
2. Debiti verso banche 502.785 543.193
2.1 Conti correnti e depositi liberi 55.480 25.241
2.2 Depositi vincolati 396.419 133.727
2.3 Finanziamenti 50.886 384.225
2.3.1 Pronti contro termine passivi 50.886 384.225
2.3.2 Altri - -
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - -
2.5 Altri debiti - -
Totale 503.964 662.985
Fair value - livello 1 - -
Fair value - livello 2 - -
Fair value - livello 3 503.964 662.985
Totale fair value 503.964 662.985
 

Il decremento dei Debiti verso banche rispetto alla fine del precedente esercizio è conseguenza dell’estinzione anticipata della tranche TLTRO sottoscritta nel dicembre 2014 e del minor ricorso a operazioni di Pronti contro termine con controparti bancarie.

Il fair value dei debiti verso banche risulta allineato al relativo valore di bilancio in considerazione del fatto che i depositi interbancari sono di breve o brevissima scadenza.

     

Sezione 2 – Debiti verso clientela – Voce 20

2.1 Debiti verso clientela: composizione merceologica

Tipologia operazioni/Componenti del gruppo 31.12.2016 31.12.2015
     
1. Conti correnti e depositi liberi 931.879 748.487
2. Depositi vincolati 3.824.401 2.447.604
3. Finanziamenti 275.987 2.282.967
3.1 pronti contro termine passivi 270.314 2.278.983
3.2 altri 5.673 3.984
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - -
5. Altri debiti 12.869 8.418
Totale 5.045.136 5.487.476
Fair value - livello 1 - -
Fair value - livello 2 - -
Fair value - livello 3 5.065.578 5.491.311
Totale fair value 5.065.578 5.491.311
 

I conti correnti e i depositi liberi in essere al 31 dicembre 2016 includono la raccolta effettuata con il conto deposito rendimax libero e con il conto corrente online contomax, rispettivamente per 772,7 milioni e per 23,7 milioni; nella sottovoce depositi vincolati è inclusa la raccolta effettuata mediante rendimax e contomax vincolati per totali 3.722,9 milioni di euro.

I pronti contro termine passivi sono stati effettuati con controparte Cassa di Compensazione e Garanzia e aventi come sottostante Titoli di Stato.

Si evidenzia che il Gruppo non effettua operazioni denominate “term structured repo”.

Gli altri finanziamenti sono relativi principalmente al debito per locazione finanziaria iscritto in applicazione del metodo finanziario previsto dallo IAS 17 all’immobile in leasing sede dell’area NPL (settore DRL), come dettagliato al successivo paragrafo 2.5.

La voce altri debiti si riferisce prevalentemente a debiti verso clienti cedenti portafogli di crediti fiscali o non performing con regolazione del prezzo differita.

2.5 Debiti per leasing finanziario

  31.12.2016 31.12.2015
Debiti per leasing finanziario 3.802 3.984
 

Il debito suesposto è relativo per 3,8 milioni al leasing finanziario immobiliare stipulato dalla ex società Toscana Finanza S.p.A. nel 2009 per l’immobile sito in Firenze, sede dell’area NPL fino al mese di agosto 2016. Il contratto stipulato con Centro Leasing S.p.A. prevede una durata di 18 anni (dal 01.03.2009 al 01.03.2027), con pagamento di 216 rate mensili di 28.490 euro, comprensive di quota capitale, interessi ed una opzione di acquisto al termine del contratto di 1.876.800 euro.

Si rinvia a quanto descritto nella parte E, lettera D, della presente Nota Integrativa, in relazione all’operazione di cessione del contratto di leasing avvenuta in data 13 maggio 2014, e della relativa mancata derecognition di tale passività.

La restante parte dei debiti per leasing finanziario è riferita all’acquisizione di automezzi da parte della controllata IFIS Finance.

Sezione 3 – Titoli in circolazione – Voce 30

3.1 Titoli in circolazione: composizione merceologica

Tipologia titoli/Valori 31.12.2016 31.12.2015
  Valore bilancio Fair value  Valore bilancio Fair value
    Livello1 Livello2 Livello3   Livello1 Livello2 Livello3
A. Titoli                
1. Obbligazioni 1.487.831 83.173 - 1.404.609 - - - -
1.1 strutturate - - - - - - - -
1.2 altre 1.487.831 83.173 - 1.404.609 - - - -
2. Altri titoli 725 - - 725 - - - -
2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri 725 - - 725 - - - -
Totale 1.488.556 83.173 - 1.405.334 - - - -
 

I Titoli in circolazione sono composti per 83,2 milioni di euro da prestiti obbligazionari e 725 mila euro da certificati di deposito emessi da Interbanca S.p.A..

La voce comprende inoltre, per complessivi 1.404,6 milioni di euro, i titoli emessi dalle società veicolo nell’ambito delle tre operazioni di cartolarizzazione poste in essere a fine 2016, consolidate al fine di meglio rappresentare le operazioni nel loro insieme.

 

Sezione 4 – Passività finanziarie di negoziazione - voce 40

4.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

Tipologia operazioni / Valori31.12.201631.12.2015
 VNFVFV *VNFVFV *
  Livello 1Livello 2Livello 3  Livello 1Livello 2Livello 3 
A. Passività per cassa           
1. Debiti verso banche----------
2. Debiti verso clientela----------
3. Titoli di debito--------- 
3.1 Obbligazioni--------- 
3.1.1 Strutturate---------X
3.1.2 Altre obbligazioni---------X
3.2 Altri titoli--------- 
3.2.1 Strutturati---------X
3.2.2 Altri---------X
Totale A ----------
B. Strumenti derivati           
1. Derivati finanziari -46.4472.031  --21 
1.1 Di negoziazioneX-46.4472.031XX--21X
1.2 Connessi con la fair value optionX---XX---X
1.3 AltriX---XX---X
2. Derivati creditizi ---  --- 
2.1 Di negoziazioneX---XX---X
2.2 Connessi con la fair value optionX---XX---X
2.3 AltriX---XX---X
Totale B  -46.4472.031  --21 
Totale (A+B)X-46.4472.031XX--21X
 

Legenda

FV = fair value

FV* = fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione

VN = valore nominale o nozionale

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

 

Relativamente alle passività di negoziazione di livello 2, si veda quanto commentato alla sezione 2 dell’attivo.

Le passività indicate al livello 3 sono riferite ad operazioni di cross currency swap in essere con altri istituti di credito.

 

Sezione 8 – Passività fiscali – Voce 80

Si veda la sezione 14 dell’attivo.

 

Sezione 10 - Altre passività - Voce 100

10.1 Altre passività: composizione

  31.12.2016 31.12.2015 
Debiti verso fornitori 58.878 12.334
Debiti verso il personale 22.105 5.088
Debiti verso Erario ed Enti previdenziali 17.934 4.902
Somme a disposizione della clientela 13.375 9.077
Ratei e risconti passivi 12.082 4.665
Altri debiti 212.951 168.532
Totale 337.325 204.598
 

La voce debiti verso il personale contiene i premi spettanti all’Alta Direzione, anche maturati nei precedenti esercizi, soggetti a pagamento differito. Contiene inoltre il debito per ferie maturate dal personale dipendente e non godute.

Gli altri debiti si riferiscono, per circa 167 milioni di euro, all’ammontare delle partite da accreditare alla clientela in attesa di imputazione e per 9,1 milioni di euro all’iscrizione del debito nei confronti di uno dei cessionari delle operazioni di cessione dei crediti DRL. Comprendono inoltre 4,2 milioni da versare al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi quale contribuzione addizionale dell’anno 2016.

 

Sezione 11 - Trattamento di fine rapporto del personale - Voce 110

11.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

  31.12.2016 31.12.2015
A. Esistenze iniziali 1.453 1.618
B. Aumenti 6.546 20
B.1 Accantonamento dell'esercizio 195 20
B.2 Altre variazioni 57 -
Operazioni di aggregazione aziendale 6.294 -
C. Diminuzioni 339 185
C.1 Liquidazioni effettuate 131 150
C.2 Altre variazioni 208 35
D. Rimanenze finali 7.660 1.453
Totale 7.660 1.453
 

Le liquidazioni effettuate rappresentano i benefici pagati ai dipendenti nell’esercizio.

Le altre variazioni in diminuzione includono l’effetto dell’attualizzazione del fondo maturato sino al 31 dicembre 2006 rimasto in azienda, che, in base alle modifiche introdotte dal nuovo IAS 19, sono rilevate in contropartita del patrimonio netto. 

In conformità a quanto richiesto dall’ESMA nel documento “European common enforcement priorities for 2012 financial statements” del 12 novembre 2012, si evidenzia che per l’attualizzazione è stato considerato il tasso di interesse basato sul tasso di rendimento di un benchmark di titoli emessi da emittenti corporate europei con rating AA per durate maggiori di 10 anni. Il medesimo tasso era stato utilizzato per l’attualizzazione effettuata al 31 dicembre 2015.

11.2 Altre informazioni

I principi contabili IAS/IFRS prevedono che le passività a carico dell’impresa, per le indennità che saranno riconosciute ai dipendenti al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, quali il trattamento di fine rapporto, siano stanziate in bilancio sulla base di una valutazione attuariale dell’ammontare che sarà riconosciuto alla data di maturazione.

In particolare, tale accantonamento deve tenere conto dell’ammontare già maturato alla data di bilancio, proiettandolo nel futuro per stimare l’ammontare da pagare al momento della risoluzione del rapporto di lavoro. Tale somma viene in seguito attualizzata per tenere conto del tempo che trascorrerà prima dell’effettivo pagamento.

A seguito dell’entrata in vigore della Legge Finanziaria 2007, che ha anticipato all’1 gennaio 2007 la riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252, le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dall’1 gennaio 2007 devono, a scelta del dipendente, essere destinate a forme di previdenza complementare ovvero essere mantenute in azienda ed essere trasferite da parte di quest’ultima ad un apposito fondo gestito dall’INPS.

L’entrata in vigore della suddetta riforma ha comportato una modifica del trattamento contabile del TFR sia con riferimento alle quote maturate sino al 31 dicembre 2006, sia con riferimento alle quote maturande dall’1 gennaio 2007.

In particolare:

  • le quote del trattamento di fine rapporto del personale maturande dall’1 gennaio 2007 configurano un “piano a contribuzione definita” sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l’INPS. L’importo delle quote deve, pertanto, essere determinato sulla base dei contributi dovuti senza l’applicazione di metodologie di calcolo attuariali;
  • il trattamento di fine rapporto del personale maturato al 31 dicembre 2006 continua ad essere considerato come “piano a benefici definiti” con la conseguente necessità di continuare ad effettuare una valutazione attuariale che tuttavia, rispetto alla metodologia di calcolo applicata sino al 31 dicembre 2006, non comporta più l’attribuzione proporzionale del beneficio al periodo di lavoro prestato. Ciò in quanto l’attività lavorativa da valutare si considera interamente maturata per effetto della modifica della natura contabile delle quote che maturano a partire dall’1 gennaio 2007.

Sezione 12 – Fondi per rischi e oneri - Voce 120

12.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

Voci/Componenti 31.12.2016 31.12.2015
1 Fondi di quiescenza aziendali - -
2. Altri fondi per rischi ed oneri 24.318 2.171
2.1 controversie legali 9.577 1.513
2.2 oneri per il personale 3.687 -
2.3 altri 11.054 658
Totale 24.318 2.171
       

12.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

Voci/Componenti 31.12.2016
  Fondi di quiescenza Altri fondi
A. Esistenze iniziali - 2.171
B. Aumenti - 24.321
B.1 Accantonamento dell'esercizio - 2.385
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo - -
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - -
B.4 Altre variazioni - -
Operazioni di aggregazione aziendale - 21.936
C. Diminuzioni - 2.174
C.1 Utilizzo nell'esercizio - 808
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - -
C.3 Altre variazioni - 1.366
D. Rimanenze finali - 24.318
 

12.4 Fondi per rischi e oneri – Altri fondi

La composizione del fondo per rischi e oneri in essere a fine esercizio, confrontata con l’esercizio precedente, è nel seguito dettagliata per natura del contenzioso. Per maggior chiarezza si evidenziano separatamente i fondi derivanti dall’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca.

Controversie legali

Controversie legali Banca IFIS

Al 31 dicembre 2016 sono in essere fondi per 1,9 milioni di euro costituiti da diciassette controversie legate ai Crediti Commerciali per 1,8 milioni di euro (a fronte di un petitum complessivo di 18,0 milioni di euro) e da otto controversie legate a crediti del settore DRL per 100 mila euro.

Controversie legali ex Gruppo GE Capital Interbanca

Al 31 dicembre 2016 sono in essere fondi per 7,7 milioni di euro costituiti da una controversia in capo a IFIS Factoring per 250 mila euro (a fronte di un petitum di 500 mila euro), ventisei controversie in capo a IFIS Leasing per 2,0 milioni di euro (a fronte di un petitum complessivo di 4,3 milioni di euro) e da sette controversie in capo a Interbanca per 5,5 milioni di euro (per un petitum di 50,6 milioni di euro.)

 

Contenzioso fiscale

Contenzioso fiscale Banca IFIS

Il fondo rischi in essere a fine 2015, pari a 197 mila euro, si riferiva all’accantonamento a fronte di avvisi di accertamento notificati alla Banca, in relazione ai quali era stato presentato ricorso presso la competente Commissione Tributaria. Nel mese di luglio 2016 la Banca ha raggiunto un accordo conciliativo con l’Agenzia delle Entrate, in seguito al quale sono state versate le somme pattuite per la definizione degli avvisi di accertamento sopra citati.

 

Altri fondi

Altri fondi Banca IFIS

 

Il fondo in essere al 31 dicembre 2016 è composto per 2,5 milioni di euro dall’accantonamento relativo a commissioni pagate nei primi mesi del 2017 ai fini del riacquisto delle tranche senior della cartolarizzazione leasing (titoli eligible).

Il fondo in essere al 31 dicembre 2015 si riferiva all’accantonamento richiesto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), a cui Banca IFIS aderisce, che con lettera del 16 settembre 2014 aveva comunicato un ulteriore (rispetto alle comunicazioni ricevute in data 9 gennaio 2014 e 17 luglio 2014) intervento di sostegno in favore di Banca Tercas in A.S. che prevedeva per Banca IFIS un probabile esborso del valore di 0,5 milioni di euro. Banca IFIS aveva quindi provveduto ad accantonare nel 2014 tale somma fra i fondi per rischi ed oneri. Poiché gli impegni sottostanti risultano scaduti, si è provveduto a riversare a conto economico il fondo precedentemente accantonato.

 

Altri fondi ex Gruppo GE Capital Interbanca

Al 31 dicembre 2016 sono in essere fondi per 12,3 milioni di euro costituiti da 3,7 milioni di euro per oneri legati al personale e 8,6 milioni di euro quali altri fondi tra i quali rilevano 3,5 milioni per indennità di clientela e 3,8 milioni di euro quale fondo rischi su unfunded commitment.

 

Passività potenziali

Si dettaglia nel seguito le passività potenziali maggiormente significative esistenti al 31 dicembre 2016 il cui esito è ritenuto, anche sulla base delle valutazioni ricevute dai consulenti legali che assistono le società controllate nelle sedi competenti, solo possibile e pertanto oggetto solamente di informativa.

Per maggior chiarezza si evidenziano separatamente le passività potenziali derivanti dall’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca.

Controversie legali

Controversie legali Banca IFIS

Banca IFIS rileva passività potenziali per complessivi 7,4 milioni di euro di petitum, rappresentate da n. 12 controversie di cui n. 6 per 7,2 milioni di euro riferite a controversie legate ai Crediti Commerciali, n.2 in ambito giuslavoristico per 167 mila euro e n.4 relativa al settore DRL per 71 mila euro; per tali posizioni Banca IFIS, supportata dal parere dei propri legali, non ha provveduto a stanziare fondi a fronte di un rischio di soccombenza stimato possibile.

Controversie legali ex Gruppo GE Capital Interbanca 

Si riportano a seguire le passività potenziali maggiormente significative in capo all’ex Gruppo GE Capital Interbanca.

Causa passiva per richiesta di annullamento di transazione

Causa passiva intentata nei confronti di Interbanca nel 2010 e relativa a una posizione per la quale Interbanca stessa aveva stipulato nel 2005 un accordo transattivo con l’allora Commissario Straordinario nominato per la procedura di amministrazione straordinaria aperta nei confronti di una società debitrice di Interbanca. La validità di tale accordo è stata posta in discussione dal nuovo Commissario Straordinario che ha avanzato una pretesa risarcitoria nei confronti, tra l’altro, di Interbanca per un importo pari a circa 168 milioni di euro.

Nello stesso giudizio, alcuni convenuti hanno svolto domande a vario titolo nei confronti di Interbanca, chiedendo di essere manlevati da Interbanca in relazione alle domande formulate nei loro confronti da parte attrice ovvero di profittare della transazione stipulata tra Interbanca e l’allora Commissario Straordinario.

Il Tribunale adito ha ritenuto valido ed efficace l’accordo transattivo, respingendo tutte le richieste delle Procedure attrici e le domande di regresso svolte dagli altri convenuti nei confronti di Interbanca.

Il Tribunale non ha deciso le domande di manleva svolte contro Interbanca da due convenuti, conseguentemente neppure le eccezioni sollevate di Interbanca, disponendo con separata ordinanza la prosecuzione del giudizio anche nei confronti di Interbanca. Nel giudizio di primo grado tutt’ora pendente è stata recentemente depositata la consulenza tecnica d’ufficio disposta dal Tribunale: il consulente tecnico d’ufficio ha concluso circa l’insussistenza del danno lamentato dalle tre società debitrici e asseritamente imputabile ai convenuti. A seguito delle contestazioni sollevate dalle attrici ed alla loro richiesta di rinnovazione della consulenza tecnica da parte di altro esperto o integrazione della consulenza già depositata, il Tribunale ha rinviato la decisione in merito all’istanza delle parti attrici alla prossima udienza. Le procedure attrici hanno impugnato la sentenza di primo grado, nella parte in cui ha ritenuto valido ed efficace l’accordo transattivo, riducendo tuttavia la propria originaria pretesa risarcitoria a circa 149 milioni di euro. Con sentenza pubblicata in data 10 marzo 2017, la Corte d’Appello adita ha respinto l’appello, confermando integralmente la sentenza di primo grado e condannando le procedure appellanti in solido alla rifusione in favore degli appellati delle spese del giudizio di appello. Come anticipato, la valutazione del rischio tiene conto anche dei pareri forniti da legali esterni, oltre che dalle positive indicazioni emerse all’esito dei due gradi di giudizio. Come anticipato, la valutazione del rischio tiene conto anche dei pareri forniti da legali esterni, oltre che dalle positive indicazioni emerse all’esito dei due gradi di giudizio.

Procedimenti giudiziari relativi a domande di risarcimento di danni rivenienti da un’operazione straordinaria inerente una società industriale e di danni ambientali

All’inizio del 2012 è sorto un complesso contenzioso, avente a oggetto un’azione di risarcimento del danno, promossa dagli organi della procedura di amministrazione straordinaria di una società operante nel settore chimico in cui Interbanca deteneva, in via indiretta, una partecipazione nel periodo 1999-2004.

L’azione di risarcimento è stata promossa nei confronti di Interbanca e di oltre 60 altri convenuti - società e persone fisiche, tra le quali due ex dipendenti ed un ex amministratore di Interbanca, beneficiari di manleve da parte di quest’ultimaper far accertare una loro presunta responsabilità solidale e per sentirli condannare al risarcimento dei danni asseritamente cagionati alla società in amministrazione straordinaria e quantificati inizialmente in un importo pari o maggiore a 388 milioni di euro.

A fondamento delle domande, la procedura attrice ha dedotto plurime condotte illecite ascrivibili alle controllanti della società in amministrazione straordinaria, in via diretta ed indiretta, tra le quali Interbanca, nonché agli ex amministratori e ex sindaci della stessa società in amministrazione straordinaria. Secondo la ricostruzioni offerta dalla parte attrice, i danni sarebbero ascrivibili causalmente a un’operazione di scissione posta in essere dalla società successivamente ammessa ad amministrazione straordinaria in danno della stessa e dei propri creditori. 

Nel corso del 2013, il commissario della amministrazione straordinaria ha esteso nei confronti dei convenuti, ivi inclusa Interbanca, la richiesta di risarcimento in via solitale di circa 3,5 miliardi di euro in relazione a presunti danni ambientali derivanti dalla gestione di siti dedicati alla produzione di sostanze chimiche appartenenti alla società in amministrazione straordinaria e a società controllate dalla

stessa.  Nel medesimo processo civile, il Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero dell'Economia e delle Finanze hanno svolto un intervento adesivo volontario a sostegno delle domande formulate dalla procedura attrice.

Il menzionato contenzioso civile è stato definito - quanto meno nei confronti della maggioranza dei convenuti, ivi compresa Interbanca, i suoi due ex dipendenti e il suo ex amministratore - con sentenza depositata in data 10 febbraio 2016; con tale sentenza, il Tribunale adito, dopo avere dichiarato inammissibile l’intervento del Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero dell'Economia e delle Finanze nel giudizio, ha rigettato integralmente tutte le domande formulate dalla procedura attrice nei confronti, tra gli altri, di Interbanca e dei suoi ex dipendenti e del suo ex amministratore, condannando la parte attrice e i Ministeri intervenienti alla rifusione delle spese legali.

Nel corso del mese di marzo 2016, sia i Ministeri che la procedura attrice hanno notificato il proprio atto di appello avverso la sentenza del Tribunale adito, con prime udienze fissate rispettivamente per il 19 luglio 2016 e 4 ottobre 2016. Alla prima udienza relativa all’appello proposto dai Ministeri, la Corte ha rinviato il procedimento all’udienza del 4 ottobre 2016 relativa all’appello proposto dalla procedura attrice, dove si è proceduto alla riunione delle due cause.

Nel novembre 2016 Interbanca, i due ex dipendenti e il consigliere delegato coinvolti hanno raggiunto separati accordi transattivi con la procedura attrice, in esecuzione del quale la procedura ha rinunciato ai diritti, agli atti, all’azione e alle domande promosse nei confronti di Interbanca e delle tre persone fisiche che, a loro volta, hanno rinunciato, nei confronti della sola procedura attrice, alle spese legali liquidate nel giudizio di primo grado.

Ai fini dell’estinzione dei rapporti processuali pendenti in appello, le parti hanno provveduto allo scambio delle rinunce e all'udienza del 21 febbraio 2017 il legale della procedura attrice ha comunicato la formalizzazione dell’accordo transattivo con la Banca, le tre persone fisiche di cui sopra, depositando le rispettive rinunce. La Corte adita ha deciso di rinviare alla prossima udienza del 16 giugno 2017 l’accertamento di tutte le transazioni intercorse tra la procedura attrice e le parti convenute. Il processo di appello azionato dai Ministeri sopracitati continua.

In data 28 luglio 2015, è stata notificata dal Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, tra l’altro, a Interbanca un provvedimento con  il quale il Ministero procedente invitava e diffidava Interbanca e le altre società destinatarie dell’atto amministrativo de quo ad adottare con effetto immediato tutte le iniziative opportune per controllare, circoscrivere, eliminare o gestire in altro modo qualsiasi fattore di danno in tre siti industriali gestiti dalla società ammessa alla amministrazione straordinaria che ha attivato la controversia civile di cui si è dato conto sopra. Interbanca ha impugnato il provvedimento avanti il Tribunale Amministrativo competente, chiedendone altresì la sospensione.

In data 21 marzo 2016 il Tribunale Amministrativo Regionale adito ha pubblicato la sentenza con la quale ha accolto il ricorso di Interbanca e per l’effetto ha annullato il provvedimento medesimo. In data 15 luglio 2016 il Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ha notificato il proprio appello. Il Ministero ha proposto appello presso il Consiglio di Stato anche nei confronti delle sentenze di pari contenuto emesse nei procedimenti promossi da tutti gli altri destinatari del provvedimento del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 24 luglio 2015. Non risulta ancora fissata l’udienza per la trattazione del merito della controversia. 

Arbitrato relativo a una partecipazione azionaria in una società industriale

Ad inizio agosto 2016 Interbanca ha ricevuto la notifica dell’avvio di un procedimento arbitrale presso la Camera Arbitrale Nazionale ed Internazionale di Milano da una società che detiene la partecipazione

societaria di controllo in una società del settore “servizi IT”, in cui Interbanca detiene una partecipazione azionaria di minoranza.

La disputa riguarda in particolare la validità e l’efficacia della procedura di uscita dall’investimento effettuato da Interbanca, in particolare con riferimento alla opzione di vendita (put) riconosciuta a Interbanca nei confronti della parte attrice ai sensi degli accordi negoziali in essere tra le parti. Si precisa che Interbanca ha esercitato il proprio diritto di opzione di vendita, secondo i termini e le condizioni previsti nei vigenti accordi, in fase antecedente rispetto all’attivazione del procedimento arbitrale. La parte attrice al momento non ha quantificato i danni asseritamente subiti, chiedendone l’accertamento nel corso del giudizio o la liquidazione dal Collegio Arbitrale anche in via equitativa.

 

Contenzioso fiscale

Contenzioso fiscale Banca IFIS

Le passività potenziali derivanti dagli avvisi di accertamento sul 2004 e sul 2005 sono state azzerate in seguito ad un accordo conciliativo con l’Amministrazione finanziaria, sottoscritto in data 13 giugno 2016. In forza dell’accordo Banca IFIS ha provveduto al pagamento di una somma pari a 1,8 milioni di euro (di cui 1,1 milioni a titolo di imposta, 388 mila di sanzioni e 351 mila di interessi).

Si dà atto del ricevimento in data 23 dicembre 2016 di un avviso di accertamento in ambito IVA per 105 mila euro senza riconoscimento di sanzioni ed interessi. Banca IFIS, supportata dai propri consulenti fiscali, ha ritenuto di presentare riscorso e ritenuto il rischio di soccombenza possibile ma non probabile, pertanto non sono stati effettuati accantonamenti a fondo rischi e oneri.

Contenziosi fiscali ex Gruppo GE Capital Interbanca

Contenzioso relativo all’applicazione delle ritenute alla fonte sugli interessi corrisposti in Ungheria

Società coinvolte: Interbanca Spa e IFIS Leasing Spa (inclusa l’incorporata GE Leasing Italia Spa)

L’Agenzia delle Entrate ha contestato la mancata applicazione della ritenuta del 27% sugli interessi passivi corrisposti alla società finanziatrice ungherese appartenente al gruppo GE senza l’applicazione della ritenuta in virtù della Convenzione Internazionale contro le Doppie imposizioni in vigore tra l’Italia e l’Ungheria. L’Agenzia delle Entrate ha di fatto concluso che la società ungherese non fosse l’effettiva beneficiaria degli interessi passivi corrisposti dalle società Italiane ma soltanto una conduit company.

L’Agenzia delle Entrate ha, al contrario, individuato come beneficiario effettivo una società presuntivamente residente nelle Bermuda e pertanto è stata disconosciuta l’applicazione della Convenzione Internazionale contro le Doppie Imposizioni stipulata tra Italia ed Ungheria e pretesa l’applicazione della ritenuta del 27% prevista per i soggetti residenti in paesi a fiscalità privilegiata.

Pertanto per le annualità dal 2007 al 2011 sono state accertate maggiori ritenute per circa 68 milioni in capo ad Interbanca Spa e circa 42 milioni in capo a IFIS Leasing Spa.

Contestualmente sono state anche irrogate sanzioni amministrative nella misura del 150/250%.

Le Società coinvolte hanno impugnato gli Avvisi di Accertamento nei termini di legge presso le competenti Commissioni Tributarie ed effettuato il versamento di 1/3 dell’imposta a titolo di iscrizione provvisoria per circa 25 milioni di euro.

Si segnala infine che l’Autorità fiscale Ungherese a seguito dello scambio di informazioni ai sensi della Direttiva Europea n. 2011/16/EU ha concluso che la società ungherese appartenente al gruppo GE deve essere correttamente considerata come il beneficiario effettivo degli interessi ricevuti dalle controparti Italiane”.

Alla data odierna tutte le sentenze che sono state pronunciate presso le competenti Commissioni Tributarie Provinciali (Torino e Milano) hanno accolto integralmente i ricorsi presentati e, come prevedibile, l’Agenzia ha proposto Appello contro dette decisioni.

 

Contenzioso relativo alle svalutazioni su crediti

Società coinvolta IFIS Leasing Spa

L’Agenzia delle Entrate ha riqualificato in perdite su crediti - senza elementi certi e precisi - le svalutazioni «integrali» dei crediti (c.d. svalutazione a zero) operate dalla Società negli esercizi 2004, 2005, 2006 e 2007 e riprese in aumento nelle annualità dal 2005 al 2011.

Per le annualità 2004/2011 sono state accertate maggiori imposte per 755 mila euro con l’applicazione di sanzioni amministrative nella misura del 100%.

 

Contenzioso relativo al trattamento IVA delle attività di intermediazione assicurativa.

Società coinvolta IFIS Leasing Spa

L’Agenzia delle Entrate ha contestato la mancata applicazione del meccanismo del pro-rata nelle annualità dal 2007 al 2010 relativamente alla detrazione dell’IVA sulle operazioni passive a fronte delle provvigioni attive, esenti IVA, riconosciute dalle compagnie assicurative in relazione all’a attività di intermediazione assicurativa accessoria allo svolgimento della attività principale di leasing di autoveicoli (attività soggetta ad IVA).

Per le annualità 2007/2010 è stata accertata una maggiore IVA per 3 milioni di euro con l’applicazione di sanzioni amministrative nella misura del 125%.

 

Indennizzi

In linea con la prassi di mercato, il contratto d’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca prevede il rilascio da parte del venditore (GE Capital International Limited) di un articolato set di dichiarazioni e garanzie relative a Interbanca e alle altre Società Partecipate. Allo stesso modo, il contratto prevede un limitato set di dichiarazioni e garanzie rilasciate da parte di Banca IFIS che riguardano, in particolare, la capacità della stessa di perfezionare l'operazione di acquisizione.

In aggiunta, il contratto prevede una serie di indennizzi speciali rilasciati dal venditore in relazione ai principali contenziosi passivi e fiscali di cui sono parte le società dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca.

Per maggiori dettagli si faccia riferimento alla sezione G della nota integrativa.

   

Sezione 15 – Patrimonio del gruppo – Voci 140, 160, 170, 180, 190, 200 e 220

15.1 Capitale e azioni proprie: composizione

Voce   31.12.2016 31.12.2015
190 Capitale sociale (in migliaia di euro) 53.811 53.811
  Numero azioni ordinarie 53.811.095 53.811.095
  Valore nominale azioni ordinarie 1 euro 1 euro
200 Azioni proprie (in migliaia di euro) 3.187 5.805
  Numero azioni proprie 380.151 739.446
   

15.2 Capitale - numero azioni della capogruppo: variazioni annue

Voci/Tipologie Ordinarie Altre
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 53.811.095 -
- interamente liberate 53.811.095 -
- non interamente liberate - -
A.1 Azioni proprie (-) 739.446 -
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 53.071.649 -
B. Aumenti 359.295 -
B.1 Nuove emissioni - -
- a pagamento: - -
- operazioni di aggregazioni di imprese - -
- conversione di obbligazioni - -
- esercizio di warrant - -
- altre - -
- a titolo gratuito: - -
- a favore dei dipendenti - -
- a favore degli amministratori - -
- altre - -
B.2 Vendita di azioni proprie 350.000 -
B.3 Altre variazioni 9.295 -
C. Diminuzioni - -
C.1 Annullamento - -
C.2 Acquisto di azioni proprie - -
C.3 Operazioni di cessione di imprese - -
C.4 Altre variazioni - -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 53.430.944 -
D.1 Azioni proprie (+) 380.151 -
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 53.811.095 -
- interamente liberate 53.811.095 -
- non interamente liberate - -
 

15.3 Capitale: altre informazioni

Il capitale sociale è composto da n. 53.811.095 azioni ordinarie di nominali 1 euro cadauna per le quali non sono previsti diritti, privilegi e vincoli, inclusi i vincoli nella distribuzione dei dividendi e nel rimborso del capitale. 

15.4 Riserve di utili: altre informazioni

Voci/Componenti 31.12.2016 31.12.2015
Riserva legale 10.762 10.762
Riserva straordinaria 357.955 237.553
Altre riserve 9.685 8.463
Totale riserve di utili 378.402 256.778
Riserva acquisto azioni proprie 3.187 5.805
Riserva futuro acquisto azioni proprie - 34.195
Altre riserve 2.246 2.078
Totale voce 170 riserve 383.835 298.856
 

A norma del disposto dell'art. 1, comma 147 della Legge di Stabilità per il 2014 (Legge n. 147 del 27.12.2013), la Banca ha provveduto a riallineare il differenziale tra il valore civilistico e il valore fiscale sui beni materiali iscritti nel bilancio al 31 dicembre 2012 e ancora posseduti al 31 dicembre 2013.

L’importo corrispondente ai maggiori valori oggetto di riallineamento, al netto dell’imposta sostitutiva, genera una riserva in sospensione d'imposta ai fini fiscali pari a 7,4 milioni di euro.

Altre informazioni

1. Garanzie rilasciate e impegni

Operazioni 31.12.2016 31.12.2015
1) Garanzie rilasciate di natura finanziaria 191.585 131.293
a) Banche 11 -
b) Clientela 191.574 131.293
2) Garanzie rilasciate di natura commerciale - -
a) Banche - -
b) Clientela - -
3) Impegni irrevocabili a erogare fondi 225.585 65.855
a) Banche - 3.674
i) a utilizzo certo - 3.674
ii) a utilizzo incerto - -
b) Clientela 225.585 62.181
i) a utilizzo certo 77.883 13.766
ii) a utilizzo incerto 147.702 48.415
4) Impegni sottostanti ai derivati su crediti: vendite di protezione - -
5) Attività costituite in garanzia di obbligazioni di terzi - -
6) Altri impegni 145.290 91.296
Totale 562.460 288.444
 

Le garanzie rilasciate di natura finanziaria verso clientela sono sostanzialmente riferite alla garanzia rilasciata a favore di cedenti per crediti fiscali incassati.

Gli altri impegni si riferiscono ai margini di fido disponibili sui conti correnti della clientela. 

2. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

Portafogli 31.12.2016 31.12.2015
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
2. Attività finanziarie valutate al fair value - -
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 30.117 -
4. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - -
5. Crediti verso banche - -
6. Crediti verso clientela - -
7. Attività materiali - -
 

Le attività finanziarie disponibili per la vendita sono riferite a titoli di stato a garanzia della liquidità presso Banca d’Italia.

5. Gestione e intermediazione per conto terzi

Tipologia servizi Importi
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela -
a) acquisti -
1. regolati -
2. non regolati -
b) vendite -
1. regolate -
2. non regolate -
2. Gestioni di portafogli -
a) individuali -
b) collettive -
3. Custodia e amministrazione di titoli 1.431.736
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca -
depositaria (escluse le gestioni di portafogli)  
1. titoli emessi dalle società incluse nel consolidamento -
2. altri titoli -
b) altri titoli di terzi in deposito (escluse gestioni di portafogli): altri 1.037.645
1. titoli emessi dalle società incluse nel consolidamento 217.321
2. altri titoli 820.324
c) titoli di terzi depositati presso terzi 1.037.645
d) titoli di proprietà depositati presso terzi 394.091
4. Altre operazioni -

L’attività di custodia e amministrazione di titoli è svolta dalla controllata Interbanca.