Aggregati economici

Come esposto nelle Note introduttive alla lettura dei numeri, nelle tabelle esposte nel presente paragrafo si è provveduto a confrontare con l’esercizio precedente i dati dell’esercizio 2016 depurandoli da tutti gli effetti riconducibili all’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca (i dati sono esposti in un’apposita colonna denominata “31.12.2016 normalizzato”), come se l’aggregazione non avesse avuto luogo.

Si ricorda che ai risultati economici 2016 l’ex Gruppo GE Capital Interbanca contribuisce per il solo mese di dicembre.

La formazione del margine di intermediazione

Il margine di intermediazione si attesta a 358,6 milioni di euro, in calo del 12,1% rispetto all’esercizio precedente, pari a 408,0 milioni. Normalizzando i dati dagli effetti significativi che hanno impattato il 2016 per l’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca, il margine di intermediazione si attesta a 364,6 milioni di euro.

Gli effetti sul margine di intermediazione dell’acquisizione, pari a 6,0 milioni di euro, sono prevalentemente rappresentati da: il contributo ai risultati apportato dai crediti appartenenti ai nuovi settori Corporate Banking e Leasing unitamente all’effetto positivo dello smontamento temporale del differenziale tra il valore di fair value determinato in sede di business combination e il valore contabile dei crediti iscritti nel bilancio delle controllate; i costi legati all’ottenimento del funding relativi all’operazione di acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca che hanno riguardato i maggiori volumi di raccolta Rendimax e le operazioni di cartolarizzazione effettuate a fine 2016.

Nella tabella a seguire si riportano i risultati dell’esercizio depurati dagli effetti sopra citati: il margine di intermediazione riporta un decremento del 10,6%; al netto dell’utile da cessione di attività finanziarie realizzato nell’aprile 2015 a fronte dell’operazione di riassetto del portafoglio titoli di Stato (124,5 milioni di euro) il margine di intermediazione del Gruppo segna un incremento pari al 28,6%.

Tra gli effetti che hanno contribuito positivamente al margine di intermediazione del 2016 si evidenziano gli utili da cessione di alcuni portafogli di crediti dell’Area NPL per 44,5 milioni di euro e l’effetto positivo contabilizzato tra gli interessi attivi derivanti dall’implementazione del nuovo modello di stima dei cash flow dei crediti sanitari per 15,8 milioni di euro.

 

MARGINE DI INTERMEDIAZIONE
(in migliaia di euro)
ESERCIZIOVARIAZIONE NORMALIZZATO
 201631.12.2016
NORMALIZZATO
2015 ASSOLUTA%
Margine di interesse268.183262.312208.62653.68625,7%
Commissioni nette41.11152.80758.783(5.976)(10,2)%
Risultato netto dell'attività di negoziazione(702)(553)(78)(475)609,0%
Utile da cessione o riacquisto di crediti44.52944.52914.94829.581197,9%
Utile da cessione o riacquisto di attività finanziarie5.4785.495125.679(120.184)(95,6)%
Margine di intermediazione358.599364.590407.958(43.368)(10,6)%
 

Nel quarto trimestre il margine di intermediazione si attesta a 97,3 milioni, verso i 76,8 milioni nel corrispondente periodo del 2015 (+26,7%). Il quarto trimestre 2016 normalizzato mostra un margine di intermediazione incrementato del 34,5%, pari a 103,3 milioni di euro.

Il margine di interesse passa da 208,6 milioni di euro al 31 dicembre 2015 a 268,2 milioni di euro al 31 dicembre 2016 (+28,5%); gli interessi passivi si riferiscono per 10,7 milioni di euro ai costi connessi all’operazione di acquisizione tra cui il costo differenziale del funding sui depositi Rendimax e il costo del funding dell’operazione di cartolarizzazione. Il margine di interesse normalizzato si attesta a 263,3 milioni di euro, l’incremento rispetto al 31 dicembre 2015 è pari al 25,7%.
Le commissioni nette ammontano a 41,1 milioni di euro in contrazione rispetto al dato al 31 dicembre 2015 (-30,1%). Il dato normalizzato si attesta a 52,8 milioni di euro segnando un decremento nell’ordine del 10,2%.
Le commissioni attive, pari a 59,4 milioni di euro (58,1 milioni il dato normalizzato) contro 63,2 milioni di euro al 31 dicembre 2015, derivano principalmente da commissioni di factoring a valere sul turnover generato dai singoli clienti (in pro soluto o in pro solvendo, nella formula flat o mensile) nonché dagli altri corrispettivi usualmente richiesti alla clientela a fronte dei servizi prestati.
Le commissioni passive, pari a 18,3 milioni di euro (4,4 al 31 dicembre 2015) includono per 12,5 milioni di euro le commissioni up-front relative alle cartolarizzazioni factoring, leasing e lending sottoscritte nel mese di dicembre 2016; le commissioni passive normalizzate ammontano a 5,3 milioni di euro e si riferiscono essenzialmente all’attività di intermediazione di banche convenzionate, all’attività di altri mediatori creditizi e a commissioni riconosciute a banche e a factors corrispondenti.
L’utile da cessione di crediti, che ammonta a 44,5 milioni di euro, è stato realizzato attraverso la cessione di alcuni portafogli di crediti dell’Area NPL. La voce include 279 mila euro di perdita rilevata a fronte del riacquisto di una quota di portafogli ceduti a fine 2015.
L’utile da cessione di attività finanziarie deriva dalla vendita di parte dei titoli di Stato in portafoglio avvenuta nel primo semestre 2016, per un ammontare pari a 5,5 milioni di euro.

La formazione del risultato netto della gestione finanziaria

Il risultato netto della gestione finanziaria del Gruppo è pari a 299,4 milioni contro i 373,7 milioni del 31 dicembre 2015 (-19,9%). Il risultato netto della gestione finanziaria normalizzato dagli effetti dell’acquisizione ammonta 306,9 milioni di euro.

Nella tabella a seguire si riportano i risultati dell’esercizio depurati dagli effetti sopra citati: il risultato netto della gestione finanziaria riporta un decremento del 17,9%; al netto dell’utile da cessione di attività finanziarie realizzato nell’aprile 2015 a fronte dell’operazione di riassetto del portafoglio titoli di Stato (124,5 milioni di euro) il risultato netto della gestione finanziaria del Gruppo segna un incremento pari al 23,2%.

 

FORMAZIONE DEL RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA
(in migliaia di euro)
ESERCIZIOVARIAZIONE NORMALIZZATO
 201631.12.2016
NORMALIZZATO
2015 ASSOLUTA%
 Margine di intermediazione358.599364.590407.958(43.368)(10,6)%
Rettifiche di valore nette per deterioramento di:(59.233)(57.651)(34.250)(23.401)68,3%
crediti(54.882)(53.295)(25.273)(28.022)110,9%
attività finanziarie disponibili per la vendita(4.356)(4.356)(8.977)4.621(51,5)%
altre operazioni finanziarie5---n.a.
 Risultato netto della gestione finanziaria299.366306.939373.708(66.769)(17,9)%
 

Le rettifiche di valore nette su crediti ammontano a 54,9 milioni di euro (rispetto ai 25,3 milioni al 31 dicembre 2015, +117,2%), dei quali 20,3 milioni sono relativi al settore Crediti commerciali, 32,6 milioni relativi al settore Area NPL, 1,5 milioni di euro al settore del Leasing e 0,4 milioni di euro al settore Crediti Fiscali. Con particolare riferimento alle rettifiche dei crediti NPL si segnala che esse sono riconducibili a posizioni per le quali sono state rilevati dei trigger events che determinano l’impairment della posizione secondo le logiche definite nel modello di valutazione adottato e la relativa accounting policy, come meglio dettagliato nel Contributo dei settori di attività.

Le rettifiche di valore nette su attività finanziarie disponibili per la vendita, che ammontano a 4,4 milioni di euro al 31 dicembre 2016 (9,0 al 31 dicembre 2015), sono riferite alla rettifica di valore apportata a titoli di capitale non quotati per tener conto delle evidenze di perdite durevoli emerse in sede di valutazione (impairment).

Nel quarto trimestre il risultato netto della gestione finanziaria si attesta a 81,2 milioni di euro (68,7 milioni nel quarto trimestre del 2015.

La formazione dell’utile netto d’esercizio

L’utile netto di periodo, il quale risulta di pertinenza di terzi per 40 mila euro, ammonta a 688,0 milioni di euro, rispetto ai 162,0 milioni del 2015 con un incremento del 324,7%. Normalizzando la voce dagli effetti dell’aggregazione aziendale l’utile netto si attesta a 89,8 milioni di euro.

Gli effetti dell’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca sull’utile netto del Gruppo Banca IFIS sono perlopiù riferibili al gain on bargain purchase pari a 623,6 milioni di euro iscritti tra i costi operativi.

FORMAZIONE DELL'UTILE NETTO
(in migliaia di euro)
ESERCIZIOVARIAZIONE NORMALIZZATO
 201631.12.2016
NORMALIZZATO
2015 ASSOLUTA%
Risultato netto della gestione finanziaria299.366306.939373.708(66.769)(17,9)%
Costi operativi421.160(172.161)(128.119)(44.042)34,4%
Utile dell'operatività corrente al lordo delle imposte720.526134.778245.589(110.811)(45,1)%
Imposte sul reddito(32.541)(44.983)(83.623)38.640(46,2)%
Utile netto687.98589.795161.966(72.171)(44,6)%
Utile netto di pertinenza di terzi40---n.a.
Utile netto di pertinenza della Capogruppo687.94589.795161.966(72.171)(44,6)%
 

Il cost/income ratio calcolato sul conto economico normalizzato ammonta a 47,2% rispetto al 31,4% del 31 dicembre 2015.

 

COSTI OPERATIVI
(in migliaia di euro)
ESERCIZIOVARIAZIONE NORMALIZZATO
 201631/12/2016
NORMALIZZATO
2015 ASSOLUTA%
Spese per il personale65.87856.62148.3428.27917,1%
Altre spese amministrative126.276106.34378.82827.51534,9%
Accantonamento a fondi rischi e oneri1.849(251)229(480)(209,6)%
Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali ed immateriali6.0555.8513.7462.10556,2%
Altri oneri (proventi) di gestione(621.218)3.597(3.026)6.623(218,9)%
Totale costi operativi (421.160)172.161128.11944.04234,4%
 

Le spese per il personale, pari a 65,8 milioni, crescono del 36,3% (48,3 milioni a dicembre 2015) ed includono per 5,5 milioni di euro i costi sostenuti per accordi sottoscritti con alcune figure apicali dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca riconducibili al precedente management. Le spese del personale normalizzate ammontano a 56,6 milioni di euro (+17,1% rispetto all’esercizio 2015) per effetto delle nuove assunzioni avvenute (190 risorse aggiunte nel corso dell’esercizio 2016 contro le 177 del 2015). L’incremento delle spese del personale è coerente con l’obiettivo di strutturare maggiormente alcune aree e servizi a supporto del business, in particolare nel settore Area NPL, e del contesto in cui il Gruppo è chiamato ad operare. In totale il numero dei dipendenti del Gruppo a dicembre 2016 è di 1.323 risorse, di cui 479 provenienti dall’ex Gruppo GE Capital Interbanca.

Le altre spese amministrative, pari a 126,3 milioni di euro contro i 78,8 milioni al 31 dicembre 2015, registrano un incremento del 60,2%, per effetto sia dei costi sostenuti per l’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca (9,5 milioni di euro quali spese legali e consulenziali), sia dell’aumentata attività connessa al settore Area NPL i cui costi di recupero e spese di informazione alla clientela (rispettivamente pari a 29,4 e 9,4 milioni di euro, contro 15,4 e 5,3 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono esposti in tale voce di conto economico; le spese di informazione alla clientela sono in particolare riconducibili ai costi di ricerca anagrafica e del posto di lavoro, propedeutici al rilascio delle commesse in lavorazione.

Aumentano anche le spese connesse alla nuova organizzazione dei processi di business e del sistema dei controlli interni. Le altre spese amministrative normalizzate ammontano a 106,3 milioni di euro, +34,9% rispetto al 31 dicembre 2015.

 

ALTRE SPESE AMMINISTRATIVE
(in migliaia di euro)
ESERCIZIOVARIAZIONE NORMALIZZATO
 201631.12.2016
NORMALIZZATO
2015 ASSOLUTA%
Spese per servizi professionali56.99545.37531.04414.33146,2%
Legali e consulenze25.51114.34713.9483992,9%
Revisione4282552262912,8%
Servizi in outsourcing31.05630.77316.87013.90382,4%
Imposte indirette e tasse14.88213.3578.7484.60952,7%
Spese per acquisto di beni e altri servizi54.39947.61139.0368.57522,0%
Spese per informazione clienti11.37611.2826.7934.48966,1%
Assistenza e noleggio software5.5504.9883.2671.72152,7%
Spese spedizione documenti5.2545.2113.6321.57943,5%
Spese relative agli immobili4.6674.4294.585(156)(3,4)%
Pubblicità e inserzioni3.7693.6742.1501.52470,9%
Gestione e manutenzione autovetture2.4072.3242.264602,7%
Spese telefoniche e trasmissione dati1.9231.8411.44140027,8%
Viaggi e trasferte del personale1.6651.6131.12049344,0%
Altre spese diverse17.78812.24913.784(1.535)(11,1)%
Totale altre spese amministrative126.276106.34378.82827.51534,9%
Recuperi di spesa(2.348)(2.348)(2.998)650(21,7)%
Totale altre spese amministrative nette 123.928103.99575.83028.16537,1%
 

La sottovoce imposte indirette e tasse include, per 7,6 milioni di euro (+25,9% rispetto al 31 dicembre 2015), l’imposta di bollo relativa alla raccolta retail di cui la Banca si fa carico.

Le altre spese diverse comprendono i contributi dovuti al Fondo di Risoluzione Nazionale e al FITD per l’esercizio in corso, pari a 10,5 milioni di euro contro 10,6 milioni di euro dell’esercizio precedente.

Gli accantonamenti netti a fondi per rischi e oneri risultano pari a 1,8 milioni di euro (rispetto a 229 mila euro di dicembre 2015). Il dato al 31 dicembre 2016 è riferito ad accantonamenti netti su controversie legate a Crediti Commerciali per 274 mila euro, a crediti del settore Area NPL per 68 mila e all’accantonamento relativo a commissioni che verranno corrisposte nei primi mesi del 2017 ai fini del riacquisto delle tranche senior della cartolarizzazione leasing (titoli eligible) per 2,5 milioni di euro. Risultano inoltre riprese legate alla chiusura di un contenzioso fiscale per 251 mila euro, riprese legate ad un accantonamento al FITD per 461 mila euro, riprese su un fondo per 141 mila euro a seguito della chiusura di un contenzioso di Interbanca, e ripresa per eccedenza fondo per 261 mila euro relativo al settore Leasing.

Gli altri proventi netti di gestione, pari a 621,2 milioni di euro (3,0 milioni al 31 dicembre 2015) includono per 623,6 milioni di euro il gain on bargain purchase derivante dall’acquisizione dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca. Il dato normalizzato mostra altri oneri netti di gestione per 3,6 milioni di euro che si riferiscono, tra l’altro, per 2,8 milioni all’esborso a fronte di una controversia legale e per 1,5 milione di euro quale penalità contrattuale a seguito della risoluzione di due contratti di fornitura; la voce inoltre include i ricavi derivanti dal recupero di spese a carico di terzi, la cui relativa voce di costo è inclusa nelle altre spese amministrative, in particolare tra le spese legali e le imposte indirette.

L’utile lordo di periodo si attesta a 720,5 milioni di euro contro 245,6 milioni del 31 dicembre 2015. L’utile lordo normalizzato si attesta a 134,8 milioni di euro.

Le imposte sul reddito ammontano a 32,5 milioni di euro (45,0 milioni il dato delle imposte normalizzate) verso 83,6 milioni al 31 dicembre 2015. Il tax rate di Gruppo passa dal 34,0% al 31 dicembre 2015 al 4,5% al 31 dicembre 2016; il dato relativo al 2016 è influenzato dalla rilevazione a conto economico del gain on bargain purchase sopra descritto, il quale non assume rilevanza fiscale. Il tax rate calcolato sul conto economico normalizzato si attesta al 33,4%.

L’utile netto di periodo totalizza 688,0 milioni di euro, rispetto a 162,0 milioni dell’esercizio 2015; l’utile netto normalizzato ammonta a 89,8 milioni di euro.

Nel quarto trimestre l’utile netto è pari a 621,7 milioni di euro contro i 13,2 milioni dello stesso periodo del 2015.

In presenza di utile di pertinenza di terzi, per complessivi 40 mila euro, l’utile d'esercizio di pertinenza della capogruppo ammonta a 687,9 milioni di euro.

 

(in migliaia di euro)ESERCIZIO 2016ESERCIZIO 2015
 PATRIMONIO NETTODI CUI UTILE D’ESERCIZIOPATRIMONIO NETTODI CUI UTILE D’ESERCIZIO 
Saldi della Capogruppo596.97571.722567.509160.743
Differenze rispetto ai valori di carico delle società consolidate integralmente621.808616.2235.9581.223
- IFIS Finance Sp. Zo.o.6.6451.7725.9581.223
- Interbanca S.p.a.  615.163614.451n.a.n.a.
Saldi consolidati del Gruppo1.218.783687.945573.467161.966