1.3 Gruppo bancario – Rischio di liquidità

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Il rischio di liquidità è rappresentato dalla possibilità che il Gruppo non riesca a mantenere i propri impegni di pagamento a causa dell’incapacità di reperire fondi o dell’incapacità di cedere attività sul mercato per far fronte allo sbilancio finanziario. Rappresenta altresì rischio di liquidità l’incapacità di reperire nuove risorse finanziarie adeguate, in termini di ammontare e di costo, rispetto alle necessità/opportunità operative, che costringa il Gruppo a rallentare o fermare lo sviluppo dell’attività, o sostenere costi di raccolta eccessivi per fronteggiare i propri impegni, con impatti negativi significativi sulla marginalità della propria attività.

Le fonti finanziarie sono rappresentate dal patrimonio, dalla raccolta on-line presso la clientela retail, dalla raccolta effettuata sul mercato interbancario domestico ed internazionale, nonché presso l’Eurosistema. La composizione dell’attivo del Gruppo, a seguito dell’acquisito dell’ex Gruppo GE Capital Interbanca, vede allargata la sua attività caratteristica anche al Corporate lending, alla finanza strutturata e al leasing (finanziario e operativo), attività caratterizzate da un orizzonte di medio periodo. L’operatività factoring si conferma composta da crediti commerciali di breve o brevissima durata (di norma non superiori a 6 mesi con l’eccezione dei crediti verso la Pubblica Amministrazione che possono presentare tempi medi di incasso di norma fino a 12 mesi.

Con riferimento alle attività svolte dal Gruppo nei segmenti Area NPL ed acquisto crediti fiscali da procedure concorsuali, le caratteristiche del modello di business determinano un elevato grado di variabilità con riferimento sia all’importo che alla data di effettivo incasso. In tale ottica assume particolare rilevanza una puntuale ed attenta gestione dei flussi di cassa. Al fine di assicurare una corretta valutazione dei flussi attesi, anche in ottica di un pricing corretto delle operazioni poste in essere, l’evoluzione degli incassi rispetto ai flussi previsionali viene posta sotto attento monitoraggio.

Grazie all’ampiezza e diversificazione delle relazioni interbancarie, alla risposta del mercato in relazione alla raccolta on-line, all’attuale presenza in portafoglio di titoli obbligazionari eligible utilizzabili in operazioni di Pronti Contro Termine, nonché alla tipologia e qualità dei suoi attivi, il Gruppo Banca IFIS ha sempre reperito risorse finanziarie ampiamente dimensionate alle proprie esigenze.

Nel periodo la Banca ha mantenuto una politica finanziaria particolarmente prudente finalizzata a privilegiare la stabilità della provvista. Tale politica, che in relazione al differenziale di tasso tra raccolta e impiego interbancario impatta sull’efficienza economica della gestione di tesoreria a vantaggio della certezza e stabilità della liquidità, trova adeguato sostegno nella marginalità che il Gruppo ritrae dalla propria attività.

Ad oggi le risorse finanziarie disponibili sono adeguate ai volumi di attività attuali e prospettici. Il Gruppo è comunque costantemente impegnato nell’armonico sviluppo delle proprie risorse finanziarie, sia dal punto di vista dimensionale che dei costi.

Le funzioni aziendali della Capogruppo preposte a garantire la corretta applicazione della politica di liquidità sono la Tesoreria, che si occupa della gestione diretta della liquidità, la funzione di Risk Management, cui spetta il compito di individuare gli indicatori di rischio più opportuni e monitorarne l’andamento in relazione ai limiti prefissati, e supportare l’attività dell’Alta Direzione cui spetta il compito, con il supporto del Financial Office, di proporre annualmente al Consiglio di Amministrazione le politiche di funding e di gestione del rischio liquidità e suggerire in corso d’anno gli eventuali opportuni interventi per assicurare lo svolgimento dell’attività in piena coerenza con le politiche di rischio approvate. 

Con riferimento alla propria operatività diretta la Banca si è dotata di un modello di analisi e monitoraggio delle posizioni di liquidità attuale e prospettica quale ulteriore strumento di sistematico supporto alle decisioni dell’Alta Direzione e del Consiglio di Amministrazione della Banca in tema di liquidità. I risultati dei rilievi periodici sono oggetto di sistematica informativa diretta all’Organo di Vigilanza sia con riferimento ad ipotesi di regolare funzionamento dei mercati finanziari che in particolari situazioni di stress.

Al fine di garantire un monitoraggio ed una reportistica a livello di gruppo è stato implementato un processo di integrazione volto ad includere all'interno del perimetro di analisi Interbanca, IFIS Factoring, IFIS Leasing ed IFIS Rental Services, quest’ultima ancorché non rientrate nel perimetro di vigilanza

In conformità alle disposizioni di vigilanza la Banca è altresì dotata di un piano di emergenza (Contingency Funding Plan) al fine di salvaguardare il Gruppo bancario da danni o pericoli derivanti da una eventuale crisi di liquidità e garantire la continuità operativa aziendale anche in condizioni di grave emergenza derivante dagli assetti interni e/o dalla situazione dei mercati.

La posizione di rischio di liquidità è inoltre oggetto di periodico reporting al Consiglio di Amministrazione della Banca predisposto dalla funzione Risk Management per i vertici aziendali.

Con riferimento alla partecipata polacca, l’attività di Tesoreria è coordinata, all’interno delle politiche di Gruppo, dalla tesoreria di Banca IFIS. Ove necessario, naturalmente, la Banca può intervenire direttamente a favore della stessa.

Nell’ambito del continuo processo di adeguamento delle procedure interne e, tenuto conto dell’evoluzione delle disposizioni di vigilanza prudenziale di riferimento, la Banca si è altresì dotata di un sistema di governo e gestione del rischio di liquidità di Gruppo.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie - Valuta di denominazione: Euro

Voci/Scaglioni temporali a vistada oltre 1 giorno a 7 giornida oltre 7 giorni a 15 giornida oltre 15 giorni a 1 meseda oltre 1 mese fino a 3 mesida oltre 3 mesi fino a 6 mesida oltre 6 mesi fino a 1 annoda oltre 1 anno fino a 5 anniOltre 5 annidurata indeterminata
Attività per cassa 869.555114.012103.900397.521122.745512.131792.6041.383.75949.5681.069.831
A.1 Titoli di Stato-----427270.71980.000--
A.2 Altri titoli di debito------6--0
A.3 Quote O.I.C.R.3.939---------
A.4 Finanziamenti865.616114.012103.900397.521122.745511.704521.8791.303.75949.5681.069.831
- banche168.88618.0262.505952705.80922.76254711.2641.2771.063.831
- clientela696.73095.986101.395396.569828.554488.942521.3321.292.49550.8456.000
Passività per cassa 992.50549.46762.088365.5351.862.906259.947420.4451.758.1785.591-
B.1 Depositi e conti correnti990.07648.93062.088365.5231.541.669259.288420.3071.539.2452.112-
- banche49.733972.856261.08988.55136.1959.082---
- clientela940.34348.83359.232104.4341.453.118223.093411.2251.539.2452.112-
B.2 Titoli di debito3954--136765247.941--
B.3 Altre passività2.034533-12321.2245927329.0083.479-
Operazioni "fuori bilancio" 117.044--121.691193.31769.14115.60231.63717.572-
C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale---65.952189.94060.000-0--
- posizioni lunghe---32.97694.97030.000-0--
- posizioni corte---32.97694.97030.000----
C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale86.332---------
- posizioni lunghe39.885---------
- posizioni corte46.447---------
C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere----------
- posizioni lunghe----------
- posizioni corte----------
C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi30.712--55.7393.3779.14115.60231.63717.572-
- posizioni lunghe7.501---3.3779.14115.60231.63717.572-
- posizioni corte23.211--55.739------
C.5 garanzie finanziarie rilasciate----------
C.6 garanzie finanziarie ricevute----------
C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale----------
- posizioni lunghe----------
- posizioni corte----------
C.8 Derivati creditizi senza scambio di capitale----------
- posizioni lunghe----------
- posizioni corte----------
   

Operazioni di autocartolarizzazione

In data 25 gennaio 2011 il Consiglio di Amministrazione di Toscana Finanza ha deliberato di procedere alla realizzazione di un’operazione di cartolarizzazione di crediti non performing ai sensi della Legge 30 aprile 1999 n. 130, al fine di ottimizzare la gestione operativa ed economica di parte del proprio portafoglio di crediti finanziari.

L’operazione ha avuto per oggetto crediti non performing di origine bancaria, individuabili in blocco, in prevalenza assistiti da garanzie ipotecarie per un Valore Nominale complessivo di circa 33,7 milioni di euro.

La società veicolo (Giglio SPV S.r.l.) ha emesso titoli asset-backed a tasso variabile interamente sottoscritti dalla società incorporata Toscana Finanza S.p.A., alla quale è stato conferito specifico mandato di sub-servicing per la riscossione e la gestione dei crediti.

Si segnala che, in forza delle condizioni contrattuali sottostanti l’operazione, non si configura trasferimento sostanziale di tutti i rischi e benefici relativi alle attività cedute (crediti).

 

Operazioni di cartolarizzazione

Si rinvia a quanto commentato fra i rischi di credito in ordine alle operazioni di cartolarizzazione poste in essere a fine 2016 e alle finalità per le quali sono state effettuate.

 

Esposizione verso strumenti considerati ad alto rischio – informativa

In considerazione delle finalità perseguite e della struttura tecnica dell’operazione di cartolarizzazione descritta sopra, il Gruppo Banca IFIS non presenta esposizioni o rischi derivanti dalla negoziazione o dalla detenzione di prodotti strutturati di credito, sia questa effettuata direttamente o attraverso società veicolo o entità non consolidate. In particolare è opportuno evidenziare come l’operazione di cartolarizzazione non ha dato origine alla rimozione di alcun rischio dall’attivo di bilancio del Gruppo, e ciò in quanto non sono soddisfatti i requisiti previsti dallo IAS 39 in merito alla cosiddetta derecognition. Collateralmente la sottoscrizione dei titoli rivenienti dalla cartolarizzazione non ha aggiunto alcun rischio né ha mutato la rappresentazione di bilancio degli assets oggetto dell’operazione di cartolarizzazione rispetto a quella preesistente. Con riferimento alla Raccomandazione espressa nel Rapporto del Financial Stability Forum del 7 aprile 2008, Appendice B, è pertanto possibile dichiarare l’assenza di esposizioni in strumenti considerati dal mercato ad alto rischio o che implicano un rischio maggiore di quanto si ritenesse in precedenza.